Villa Erba è di tutti noi

opinioni e commenti di giorgio civati

di Giorgio Civati

C’è un’ottima notizia che riguarda Villa Erba, anzi il suo parco. Dopo le giornate Fai di primavera, questo weekend, la prossima settimana, dal 27 al 31 marzo e poi ancora dal 22 al 28 aprile e dal 23 al 24 luglio quello splendido giardino botanico che fa da contorno al polo fieristico di Cernobbio sarà aperto al pubblico: visitabile al pagamento di un biglietto di ingresso di 6,50 euro e con la possibilità anche di effettuare visite guidate. La proposta è di Grandi giardini italiani, una società privata che si occupa, appunto, di iniziative del genere. Quella che a prima vista è una notizia positiva – e lo resta, va sottolineato – suscita però anche una riflessione di tutt’altro genere, ed è la seguente: perché quel parco è sempre chiuso al pubblico? Come mai occorre attendere tre aperture straordinarie per godere di un simile bene? Non può, il parco, essere sempre a disposizione dei comaschi e dei turisti? Immaginiamo già una prima obiezione: Villa Erba spa, la società che gestisce il centro espositivo non può farsi carico della cosa. E probabilmente è vero, anche perché la società ha altri obiettivi, differenti problemi, non ultimo quello di far quadrare conti traballanti da decenni. Però non ci pare nemmeno possibile ignorare che la proprietà del compendio fa capo a tutta una serie di enti pubblici, associazioni e istituzioni, e che proprio a loro può e deve essere girata la domanda. Possibile che quel bellissimo parco non sia messo a disposizione della collettività? Tra Comune di Cernobbio e di Como, Camera di Commercio e gli altri soci, nessuno ha mai colto il valore turistico, d’immagine o anche solo naturalistico di quegli spazi? Tra l’altro a una manciata di minuti c’è Villa Olmo, che del parco fa un suo grande punto di forza. Replicare a Cernobbio era ed è impossibile? Non va poi dimenticato che Villa Erba, proprio in virtù della sua proprietà diffusa, è in sostanza “cosa pubblica”. Di tutti noi, non solo dei residente a Como ma dei comaschi in genere.  Trattata sempre, però, come privatissima. E quindi, se è normale che durante rassegne ed eventi ci stia una qualche limitazione agli accessi, magari non totale, la chiusura non lo è per niente quando la villa o i padiglioni espositivi sono inutilizzati. Serve controllo? Pulizia? Tutto vero, ma anche tutto facilmente risolvibile, magari facendo ricorso a una qualche forma di associazione di volontariato che si impegni a una vigilanza e a una manutenzione a fronte di rimborsi comunque contenuti. E, comunque, non sta certo a noi prospettare soluzioni operative. Quello che però è sempre e clamorosamente mancato, evidentemente, è stata l’intenzione di fare del parco di Villa Erba un bene a disposizione di tutti. I soci proprietari di Villa Erba non ci hanno mai pensato? Grave, gravissimo.

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