Villa Erba, firme da tutto il mondo per aprire il parco

Il Comitato che chiede di spalancare i cancelli ha già ottenuto oltre 3mila adesioni
Il parco di Villa Erba a Cernobbio, con tutte le sue pertinenze – e quindi pure l’area del galoppatoio – deve tornare ad accogliere anche i semplici cittadini che desiderano visitarlo.
Sono decisi a continuare la loro azione i promotori dell’associazione Villa Erba Aperta. Nato nel maggio del 2011, il comitato – che oltre a volere l’apertura dei cancelli è anche contrario alla realizzazione del porto marina – ha registrato un grande successo dal punto di vista dell’accoglienza da parte dell’opinione pubblica.
«Nel corso dei mesi estivi e in autunno abbiamo raccolto le firme di oltre tremila cittadini», ha detto il referente del Comitato, Franco Frigerio, durante l’incontro che si è tenuto venerdì sera a Cernobbio. Esattamente 3.055 sono state le firme raccolte: e se la maggioranza relativa è di residenti di Cernobbio (917, pari al 30%), sono centinaia (694, il 23% del totale) anche i comaschi che si sono schierati con nome, cognome e indirizzo a sostegno dell’iniziativa per la riapertura al pubblico dei cancelli dello storico parco. La sorpresa, però, è l’elevato numero di stranieri, ben 206 (7%), da tutto il mondo.
«Abbiamo avuto il sostegno di persone provenienti dal resto d’Europa, ma anche da Paesi lontani, come gli Usa, e perfino lontanissimi: Nuova Zelanda, Australia, Cina, Giappone», ha precisato Frigerio.
Il successo tra i visitatori stranieri è stato tale che il Comitato si è trovato costretto a stampare depliant in ben 14 lingue, tra cui l’ebraico, per rispondere alle richieste di informazioni e chiarimenti.
Buone risposte sono giunte anche dalle diverse istituzioni rappresentate all’interno del consiglio di amministrazione di Villa Erba spa, la società che gestisce la villa e il parco adiacente.
«Jean-Marc Droulers, che ha preso il posto di Marco Ambrosini a capo del cda della società, ci ha assicurato che il progetto del porto marina non rientra più tra le loro priorità», ha detto Frigerio.
Rimane però sul tavolo la questione dell’apertura al pubblico dei cancelli del parco.
O, per meglio dire, della loro riapertura, «visto che la concessione del 7 luglio 1986 che stabilì la nascita di Villa Erba spa prevedeva l’uso pubblico del parco e del galoppatoio, almeno non nei giorni di fiera e di manifestazione», ha ricordato nell’incontro Franco Edera.
«Una condizione che inizialmente è stata rispettata – ha continuato – ma che si è poi inspiegabilmente persa nel tempo, a partire dal 2002».
Se Comune di Como e amministrazione provinciale – due dei quattro enti pubblici che governano Villa Erba, insieme a Camera di Commercio e Comune di Cernobbio – hanno affermato il diritto dei cittadini di usufruire degli spazi verdi della villa, nessun segnale positivo è mai arrivato dal Comune di Cernobbio. Al contrario, le cronache degli ultimi mesi hanno spesso segnalato dissidi e anche scontri tra i due schieramenti contrapposti.
«Abbiamo ricevuto il sostegno del sindaco di Como, Stefano Bruni, e di Marco Butti, consigliere comunale del capoluogo, e anche a Villa Saporiti ci hanno dato ragione. A parole sembrano tutti d’accordo che il parco vada riaperto, ma si direbbe proprio che abbiano perso le chiavi dei cancelli», è l’amara constatazione di Frigerio.
«Problemi di sicurezza», hanno sempre ripetuto dal Comune di Cernobbio. Una giustificazione che l’architetto milanese Lorenzo Noé, consulente del Comitato per tutte le questioni relative allo spazio urbano, non condivide. «La prevenzione del crimine passa attraverso la progettazione dello spazio urbano – afferma Noé – non certo attraverso le telecamere e tanto meno la chiusura degli spazi comuni e pubblici».
Cernobbio come Como, con un muro che la divide dal suo lago, e senza spazi aperti dove i cittadini e le famiglie possano riunirsi e passeggiare, i bambini giocare, i turisti ammirare i paesaggi e le atmosfere della zona: è l’incubo dei promotori del Comitato.

Franco Cavalleri

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