Villa Erba, i risultati record minacciati dalla pandemia. Approvato il bilancio 2019: utile a 350mila euro

Villa Erba

Un fatturato che si avvicina sempre di più ai 10 milioni di euro e un utile netto di quasi 350mila euro sarebbero stati, in tempi diversi, due ottimi motivi per aprire una bottiglia e festeggiare. In realtà lo sono ugualmente, ma nel pieno dell’emergenza Coronavirus passano quasi in secondo piano. Sono già in archivio. Perché adesso il vero problema è fare di tutto per sopravvivere. Sperando che la normalità torni il prima possibile.
Villa Erba festeggia a metà i dati di un bilancio mai così buono da tanti anni a questa parte.
Martedì mattina, in modalità smart, il consiglio di amministrazione della società che gestisce il polo espositivo di Cernobbio ha approvato il bilancio di fine mandato. Tutti i consiglieri e i sindaci si sono collegati via computer, nel pieno rispetto delle indicazioni governative sulle distanze sociali.
Il presidente Filippo Arcioni ha riassunto nella sua relazione i principali risultati del triennio. «Uno dei principali obiettivi di mandato era il raggiungimento del pareggio di bilancio e dell’equilibrio finanziario – ha detto Arcioni – traguardi raggiunti in anticipo già nel 2018, anno in cui la società, dopo un lungo periodo di bilanci in rosso, ha chiuso con risultato d’esercizio positivo». Il 2019, come detto, è stato ancora migliore: utile netto di 349.565 euro e fatturato di 9,38 milioni.
«Tre fatti rilevanti hanno caratterizzato il nostro mandato e sono premessa per una futura gestione positiva – ha spiegato il presidente di Villa Erba – il trend di aumento dei ricavi di oltre il 40% nell’ultimo triennio; la conciliazione, dopo 14 anni, della controversia con l’Agenzia delle Entrate che ha permesso la definizione di nuove rendite catastali e la conseguente riduzione di Imu e Tasi; la sottoscrizione dell’aumento di capitale di 2 milioni di euro da parte di tutti i soci, condizione per la realizzazione di nuovi, indispensabili, investimenti».
Il punto è però un altro: l’emergenza Coronavirus, che ovviamente nessuno avrebbe mai potuto preventivare, rischia di mandare all’aria un lavoro di risanamento durato anni.
«I numeri del 2020 saranno ben diversi da quelli immaginati – dice Arcioni al Corriere di Como – È del tutto probabile che avremo di nuovo una perdita di bilancio. Stiamo facendo il possibile per contenere i danni, molto dipenderà da quando torneremo alla “normalità”, da quando cioè potremo riavviare il nostro lavoro interrotto adesso per l’epidemia di Covid-19».
Villa Erba ha già fatto alcune scelte precise, muovendosi nell’unica direzione possibile: spostare in avanti il calendario degli eventi. «Abbiamo subito riprogrammato le iniziative più importanti del polo fieristico – dice ancora Arcioni – sono state tutte previste nella seconda parte dell’anno. La speranza è che per le nuove date potremo operare in piena sicurezza».
La società che gestisce i padiglioni fieristici di Cernobbio utilizzerà anche la cassa integrazione e attingerà ai propri mezzi finanziari che, spiega ancora il presidente, «negli ultimi due anni siamo per fortuna riusciti ad accrescere. Abbiamo le risorse necessarie per resistere, guardiamo al futuro con fiducia e siamo pronti a ripartire». Chiaro che questa ripartenza deve avvenire prima possibile, altrimenti non ne risentirà soltanto il fatturato ma anche la strategia di rilancio portata avanti negli ultimi anni.
In ogni caso, Villa Erba ha deciso di proseguire con l’investimento già avviato sul digitale. «Abbiamo sempre saputo quanto fosse importante innovare i sistemi di gestione – dice Arcioni – faremo le gare non appena sarà possibile».
Sullo sfondo rimane il rammarico per l’improvviso stop a qualcosa che stava finalmente marciando. Basti pensare ai numeri, che il cda considera «significativi nell’ultimo triennio», relativi all’aumento nel 2019 dei giorni di occupazione del polo cernobbiese (comprensivi delle giornate di allestimento): 202 nella Villa antica (contro i 140 del 2016) e 168 del centro espositivo (contro i 112 del 2016). Un trend positivo che aveva anche fatto segnare un considerevole aumento della media dei giorni di utilizzo degli spazi.

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