Villa Erba, rosso di un milione

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Il polo espositivo
Passivo legato al bilancio 2012 Anche il fatturato sotto le attese

Reperire materialmente il bilancio 2012 di Villa Erba, ieri, è stato impossibile. Quindi, per rendere pubblico qualche numero rilevante sui conti del polo fieristico approvati mercoledì scorso, ci si è dovuti affidare a due fattori: il passaparola e le dichiarazioni ufficiali rilasciate dal presidente Jean-Marc Droulers.
Tornando alle cifre, la voce essenziale è la perdita di esercizio del 2012. Il passivo si attesta a quota un milione e 66mila euro. Una voce complessa, questa, composta

in parte da una vera e propria perdita di esercizio (intorno al mezzo milione di euro) e in parte dagli ammortamenti (costi pluriennali ripartiti su più esercizi). Per questa seconda voce, ovviamente, il totale – tra ammortamenti ordinari e straordinari – si aggira sui 600mila euro. Spicca la voce legata alle spese sostenute da Villa Erba per chiudere definitivamente l’infelice pratica della nuova marina (che non vedrà mai la luce). Le uscite per pagare spese progettuali e altro ammontano a oltre 300mila euro. Una scelta di fondo, quella compiuta dal presidente Droulers, che – di fatto – manda in soffitta anche il “patto per la nautica” siglato dalla Provincia e dalla Camera di Commercio, con il sostegno di altri attori pubblici e privati, soltanto nel marzo 2011.
Altro elemento di criticità riguarda il mancato rispetto delle previsioni contenute nel piano industriale presentato al momento dell’insediamento dallo stesso presidente Droulers. In quel documento, risalente a due anni fa e comprensivo dell’aumento di capitale di 5 milioni in due tranche, il pareggio di bilancio era fissato proprio per l’anno scorso, mentre gli utili sarebbero dovuti crescere a partire dal 2013. Evidente il ritardo sulla tabella di marcia.
Di fronte a questa situazione almeno apparentemente non entusiasmante, lo stesso presidente di Villa Erba lancia comunque segnali rassicuranti.
«Sulla perdita complessiva – precisa subito il numero uno del polo espositivo e congressuale – circa il 55% è dovuto ad ammortamenti non eseguiti in precedenza. E pesa notevolmente anche la chiusura definitiva della vicenda legata alla marina, che non realizzeremo». Resta il fatto, però, che anche la gestione operativa vera e propria ha fatto segnare un conto passivo.
«Abbiamo dovuto eseguire numerosi interventi di manutenzione su una parte dei beni – ha aggiunto Droulers – Ma già per l’anno prossimo puntiamo ad avere una cassa positiva per 400-500mila euro». Riguardo al fatturato, infine, l’ex amministratore delegato di Villa d’Este ammette che «si è attestato sui 4 milioni, mentre le attese erano verso i 5».
Per risalire la china, Droulers non punta su particolari effetti speciali. «È difficile individuare clamorose novità nel nostro ambito di lavoro – afferma il manager – L’obiettivo è continuare il processo di “limatura” su ogni singolo evento che ospitiamo e valutare bene l’impatto delle nuove fiere che abbiamo portato a Villa Erba. Delle cinque nuove che si sono svolte, alcune diventeranno stabili mentre altre potrebbero non proseguire. Sarebbe troppo bello, d’altronde, che ogni evento venisse confermato sempre».
Un ultimo accenno è dedicato al tema della marina, molto caro all’ex presidente di Villa Erba, Marco Ambrosini, ma accantonato immediatamente dalla nuova gestione. «Quel progetto poteva avere senso 8-10 anni fa – afferma Droulers – Ora, anche per motivi ambientali, non ne ha più».

Emanuele Caso

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