Villa Erba, siglato il Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i Laghi minori

La firma del Patto per il Lago di Como a Villa Erba
La firma del Patto per il Lago di Como a Villa Erba
La firma del Patto per il Lago di Como a Villa Erba

La necessità di salvaguardare, promuovere le bellezze e migliorare la fruibilità del lago è riassunta in una frase di Luigi Lusardi, presidente dell’autorità di Bacino del Lario e dei laghi minori.
«Abbiamo un patrimonio meraviglioso che offre mille opportunità ma, giusto per fare un esempio, non è possibile che si impieghi, come è successo a me questa mattina un’ora e 50 minuti per arrivare a Cernobbio partendo da Gravedona. Migliorare le infrastrutture, ripensare il modo di spostarsi sull’acqua e immaginare il trasporto lacuale in maniera più moderna è un passaggio obbligato», dice Lusardi.  È questo solo uno dei temi trattati ieri mattina a Villa Erba in occasione della sottoscrizione del “Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i Laghi minori”, che deriva dal precedente Patto per la nautica Lariana promosso nel 2011 dal Tavolo per la Competitività. E così l’originario Patto per la nautica è stato aggiornato alle nuove esigenze e gli enti camerali di Como e di Lecco si sono uniti per creare questa nuova intesa che è stata sottoscritta ieri mattina.
Altro tema di rilievo il problema del livello delle acque del lago «ormai costantemente e artificiosamente mantenuto ben al di sotto della quota convenzionale dello “zero idrometrico” (fissato a Malgrate a 197,37 metri sul mare, ndr)», aggiunge sempre Lusardi. Livello che rappresenta una minaccia e i fatti lo dimostrano: crolli ripetuti di muri delle sponde, darsene impraticabili, cedimenti e avvallamenti di muri e muretti.  «Questo patto (che riunisce ben 29 soggetti tra pubblici e privati), servirà proprio per mettere in atto tutti insieme misure concrete per il lago. Insieme saremo sicuramente più forti e potremo far valere le nostre ragioni. A partire proprio dalla necessaria salvaguardia delle rive del lago che ormai è sempre più sfruttato per fini economici, per l’agricoltura, per ricavare energia. Il tutto dimenticandosi del patrimonio lago, di chi ci vive e di chi ne gode, dai residenti fino, ovviamente, ai tanti turisti che lo frequentano. Non è possibile che le rive franino perchè il livello del lago viene tenuto artificiosamente basso per fini prettamente economici di altre zone territoriali», ha detto Ambrogio Taborelli, presidente della Camera di Commercio di Como.  Per questo motivo molti dei soggetti presenti ieri mattina hanno anche firmato, ormai alcuni mesi fa, un’interrogazione sul tema da sottoporre quanto prima sia al Governo di Roma che in sede regionale.
Diversi dunque i temi affrontati nella giornata di lavori a Villa Erba. A sintetizzare alcuni degli scopi fondamentali dell’operazione è Annarita Polacchini, coordinatrice del Tavolo per la Competitività. «L’intento è quello di rendere il lago, le sponde e il territorio circostante un luogo sempre più accessibile, migliorandone la fruibilità anche per le categorie più deboli e incentivare inoltre le pratiche sportive. Decisiva inoltre la promozione della mobilità sostenibile avendo cura di favorire le sinergie tra comparto manifatturiero, nautica, servizi e turismo. Infine si dovrà accrescere la dotazione infrastrutturale del territorio a favore della popolazione residente, dei visitatori e degli operatori economici», ha detto la Polacchini.
Inevitabile inoltre parlare con i diretti interessati, anche se il tema è stato toccato solo marginalmente, della regionalizzazione del trasporto lacuale. «È un passaggio decisivo, ne stiamo già parlando. La regionalizzazione è una strada importante anche perchè le esigenze odierne della navigazione sono differenti rispetto al passato. Il turismo è uno dei settori trainanti del territorio e non è possibile muoversi solo lungo la Regina, con tutti i suoi problemi. Usiamo il lago per muoverci».

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