Villa Olmo a Como, c’è il via alla gara per la gestione. Le offerte entro il prossimo 16 settembre

Villa Olmo

Il bando del mistero va avanti. La gara per la gestione del compendio di Villa Olmo è partita. Sempre senza alcuna informazione diretta per l’opinione pubblica. Una scelta che questo giornale ha già detto di non condividere, ma che i dirigenti comunali cui è stata affidata la pratica – almeno per il momento – non sembrano intenzionati a cambiare.

Il 12 luglio scorso è scaduto il termine per la presentazione delle cosiddette “manifestazioni d’interesse”. Inutilmente abbiamo chiesto a Palazzo Cernezzi di sapere prima se qualcuno si fosse fatto avanti, poi quante fossero queste manifestazioni d’interesse. Silenzio totale.

Curioso. Mentre sulla stampa nazionale si discuteva, tanto per fare un esempio, delle manifestazioni d’interesse per Alitalia, con nomi e cognomi squadernati sulle prime pagine, a Como una saracinesca chiusa a quattro mandate impediva anche soltanto di sapere se qualcuno fosse intenzionato a farsi avanti per la gestione di Villa Olmo.

Difficile pensare che informazioni del genere, una volta divulgate, potessero mettere a rischio la gara. Ma tant’è, nella società della trasparenza e della libera informazione questa piccola notizia diventa un segreto di Stato. In ogni caso, dopo molte insistenze e grazie all’intervento di chi, in consiglio comunale e in giunta, si è sempre dichiarato contrario a questa grottesca circospezione, ieri ci è stato comunicato che «in seguito alle verifiche di competenza, il 22 luglio è stata avviata la seconda fase della procedura che prevede l’acquisizione delle offerte tecnica ed economica».

Alla buon’ora. Si sa, finalmente, che la gestione di Villa Olmo quantomeno avrà un lotto di concorrenti. Qualcuno, quindi, si era fatto avanti per dirsi interessato e a questo qualcuno – ma non sappiamo se uno, cento o centomila – gli uffici hanno inviato (presumibilmente) una mail certificata spiegando che la gara è aperta e che le offerte potranno essere presentate fino al prossimo 16 settembre. Tutto questo, «in linea con le scadenze che l’amministrazione si era prefissata».

La buona notizia, quindi, è che con qualche anno di ritardo sulla tabella di marcia, Villa Olmo potrà forse avere nel 2020 un gestore in grado di rilanciarne ruolo e funzioni. Nessuno osa sperare subito nell’organizzazione di una grande mostra, ma perlomeno la riattivazione della macchina organizzativa è un passo auspicabile.

La cattiva notizia, invece, è il silenzio che continua a circondare tutta questa operazione. Un silenzio inspiegabile – così come hanno detto molti consiglieri a Palazzo – e in netta contraddizione con la logica di un governo della cosa pubblica che deve, per legge, essere trasparente come un vetro appena pulito. Le obiezioni sulle ipotetiche turbative ci sembrano da non prendere nemmeno in considerazione.

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