Villa Olmo, il silenzio sul bando di gara scatena la polemica tra maggioranza e opposizione a Como

Villa Olmo

Un segreto «privo di senso», del tutto «assurdo», «inspiegabile». La cortina di silenzio calata su Villa Olmo e sulle manifestazioni d’interesse per la gestione del complesso monumentale forse più importante della città ha fatto scattare le proteste di molti gruppi consiliari. E non soltanto dell’opposizione.

Nell’edizione di martedì 16 luglio, il Corriere di Como ha dato conto della decisione del Comune capoluogo di non rivelare né il numero né i nomi di chi si fosse detto interessato alla proposta di bando pubblico per la futura governance della Fondazione Villa Olmo.

Una scelta giustificata a Palazzo Cernezzi con il timore di pregiudicare la seconda fase dell’operazione, ovvero la gara per la gestione della settecentesca dimora di via Cantoni.

Ma i dubbi e le paure della giunta non hanno trovato alcun riscontro sui banchi del consiglio. Anzi: gli stessi dubbi sono stati giudicati del tutto privi di fondamento.

«Se qualcuno si è fatto avanti bisogna dirlo – afferma Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia – che cosa c’è da nascondere? Io credo che non soltanto si debba dire quante sono state le manifestazioni d’interesse, ma anche fare i nomi . Non ho proprio idea del perché di questo riserbo che mi suona molto strano».

Anche Alessandro Rapinese giudica «strana» la scelta della giunta e «questa mancata trasparenza. Mi chiedo che interesse possa esserci nel non dichiarare le manifestazioni di interesse», aggiunge, facendo apposta leva su un gioco di parole. Rapinese richiama poi il voto con cui lunedì scorso il consiglio ha stabilito la massima pubblicità per l’occupazione del suolo pubblico. «Il silenzio su Villa Olmo – dice – è in contraddizione con quanto votato dall’assemblea».

Per Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica, «questa amministrazione non ha mai brillato per trasparenza nella gestione degli atti e delle procedure. Su Villa Olmo, al di là delle manifestazioni di interesse per una possibile gestione che debbono essere rese pubbliche, dopo la scelta della formula della Fondazione non si è più saputo nulla. L’impressione è che si stia accumulando nuovo ritardo».

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