Villa Olmo in cerca di un’identità tra i pic-nic e i matrimoni di lusso

Villa Olmo

Villa Olmo chiude al pubblico dal 26 al 31 agosto per un matrimonio privato Vip.
Era già accaduto gli anni scorsi per le indimenticabili sfilate di “Dolce&Gabbana” nel luglio del 2018, per uno sfarzoso matrimonio indiano nell’estate dello stesso anno, o in precedenza, per il 130° anniversario della Maison Bulgari. La villa neoclassica sempre più location di lusso, come già in passato sede espositiva di una decina di grandi mostre espositive da migliaia di spettatori. Eppure, lo stesso luogo, e il suo giardino verso il lago, il suo parco con piante secolari, sono ancora meta di turisti e comaschi che approfittano dell’erba per sdraiarsi a prendere il sole, fare attività fisica, lasciare correre i propri amati cani.

Qual è insomma la vocazione, l’identità di questo luogo? Forse una continua contaminazione di ambienti e varie umanità? O c’è una visione precisa sul futuro? Anche perché se sull’aspetto esterno c’è poco da dire e da fare, grazie al recente intervento programmato dalla giunta Lucini con i fondi della Fondazione Cariplo, l’edificio mostra tutti i segni del tempo e di decenni di manutenzioni superficiali.
La facciata che guarda il parco è addirittura transennata. Un bel problema per l’attuale e la prossima amministrazione cittadina.

«Credo servirebbero 10 milioni di euro per la ristrutturazione», spiega l’assessore all’Urbanistica, Marco Butti. Cifre non impossibili ad ogni modo, se si conta che per l’affitto di villa e parco per 5 giorni, il Comune ne incasserà 255mila euro (e ha già incamerato una cauzione di 65mila per eventuali danni). Il confronto con la società che ha vinto il bando per definire il piano di gestione è costante. La strada segnata è la costituzione di una Fondazione Villa Olmo.

L’assessore Marco Butti: «Sergio Gaddi sarebbe un ottimo direttore generale della Fondazione Villa Olmo»


«Il lavoro di queste settimane riguarda il riequilibrio dei numeri, per via delle mutate condizioni dei settori dell’arte e della cultura a causa della pandemia – spiega Butti – Il consiglio comunale ha dato precise indicazioni. La fondazione si farà».
Per quanto riguarda le tempistiche, Butti si sbilancia.
«La porteremo in consiglio entro la fine dell’anno – dice – Allo stesso tempo stiamo lavorando anche su altri fronti. Abbiamo incontrato Confindustria e il mondo del tessile, per ragionamenti più ampi, come una mostra permanente in un’ala della villa, che accompagni le altre mostre».
Quindi se l’assessore alla Cultura Cioffi chiedesse la villa per una grande mostra, sarebbe tutto ponto?
«L’ho sentita anche prima, lavoriamo molto bene. Certo, prima o poi si dovrà mettere mano agli interni. La gente si chiede il motivo per cui sono stati sistemati prima il prato e le siepi delle mura e gli stucchi. Me lo sono chiesto e me lo chiedo anch’io, ma questo abbiamo ereditato anni fa dalla giunta Lucini e ci siamo messi al lavoro».
Continuerete a dare la villa anche per eventi esclusivi e matrimoni?
«La location ha mercato, ma vogliamo lavorare in sinergia con Villa Erba e Villa del Grumello, senza calpestarci i piedi, le tre strutture possono coesistere senza farsi concorrenza feroce».
Mostre, matrimoni, passeggiate e sport, possono convivere quindi?
«Abbiamo fatto dei tavoli con le associazioni per questo. Il parco è un luogo ideale per lo sport, ne sono convinto. Non vogliamo fermare il flusso di persone che entrano nella villa e gli eventi ne beneficeranno. Il sistema di prenotazione dei biglietti per Miniartextil e il report organizzato ha rilevato che molte persone che entravano nel parco sarebbero passate anche dalla mostra, ma non l’hanno potuto fare per le limitazioni del Covid. La location è un attrattore utile a qualsiasi evento».
La Fondazione Villa Olmo avrà bisogno però di un direttore generale capace. Avete già in mente dei nomi? Possiamo ipotizzarne uno noi? Sergio Gaddi, l’inventore delle grandi mostre a Villa Olmo.
«Per curriculum e ambizioni, credo che Sergio Gaddi sarebbe un ottimo direttore generale per la Fondazione Villa Olmo», conclude Butti.

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