Villa Olmo e musei, le incognite lariane della cultura per il 2018
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Villa Olmo e musei, le incognite lariane della cultura per il 2018

© | Villa Olmo

Sul fronte della cultura, la madre di tutte le incognite per il 2018 a Como si chiama Villa Olmo in via Simone Cantoni. È partito a febbraio il cantiere per la riqualificazione della storica dimora neoclassica a lago; l’operazione è finanziata dalla Fondazione Cariplo con 5 milioni di euro (ma il Comune di Como deve trovare i soldi che mancano) e comprende anche la realizzazione di un orto botanico. A fine gennaio, tempo permettendo, è in agenda il completo restauro della facciata con interventi di pulizia, tinteggiatura e ripristino delle parti di intonaco ammalorate. Il cantiere durerà, secondo le previsioni, 90 giorni. La villa dovrebbe essere “spacchettata” in maggio, in tempo per non perdere il treno della stagione turistica.

Che farne come “casa della cultura” è però ancora un discorso aperto, appannaggio direttamente del sindaco Mario Landriscina, che ha la delega di assessore alla Cultura. In tale doppia veste, all’inizio di ottobre ha incontrato a Palazzo Cernezzi il critico Vittorio Sgarbi per chiedergli una consulenza sul tema delle grandi mostre di Como, progetto che proprio a Villa Olmo totalizzò grandi numeri al botteghino dal 2004 al 2012 e poi si ridimensionò drasticamente con la giunta Lucini. Sgarbi, vista l’inagibilità della villa, ha suggerito di realizzare una grande mostra sull’Astrattismo a Palazzo Terragni, l’edificio razionalista che ospita il comando provinciale della guardia di finanza. Riaprendo di fatto un altro annoso fronte di dibattito: la Casa del Fascio del 1936 è museo di se stessa oppure no? Ma per ora, la prospettiva di una grande mostra – che comporta lunghi tempi di preparazione e reperimento fondi – è per Como un’incognita.

Altra gatta da pelare sono i musei civici, sempre scarsamente visitati. In una delle recenti puntate del “filo diretto” con i telespettatori di Espansione Tv del martedì, Landriscina ha ribadito la necessità di un nuovo assetto organizzativo delle strutture per renderle più competitive. Ricordiamo, in merito, che il Museo Giovio, la Pinacoteca e il Tempio Voltiano saranno aperti domenica 7 gennaio, e saranno chiusi il 6 gennaio per l’Epifania.

2 gennaio 2018

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Mario Rapisarda

Mario Rapisarda mrapisarda@corrierecomo.it


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