Villa Olmo, parco a rischio chiusura il 25 Aprile
Cronaca

Villa Olmo, parco a rischio chiusura il 25 Aprile

Altro scivolone del Comune di Como sul fronte del turismo. Dopo i musei chiusi a Pasqua, arriva lo stop agli ingressi nel parco di Villa Olmo nel ponte del 25 Aprile. In una nota per la stampa, diffusa ieri pomeriggio da Palazzo Cernezzi, si legge che «per consentire le ultime lavorazioni nella fascia prossima al lago prima della riapertura del parterre, si rende necessario chiudere al pubblico il parco nelle giornate del 23 e 24 aprile».
In realtà, le verifiche degli uffici non hanno tuttora escluso che il parco rimanga chiuso anche nel giorno di festa. La risposta definitiva dovrebbe arrivare oggi. E molti, in via Vittorio Emanuele, incrociano le dita.
«Per poter salvaguardare i weekend, i giorni cioè in cui si concentra il maggior numero di presenze turistiche – dice l’assessore Marco Galli – e soprattutto per tenere aperto il parco di Villa Olmo dal 25 Aprile al primo Maggio, il Comune ha chiesto di accelerare la consegna del cantiere. Per questo si è resa necessaria la chiusura totale il 23 e il 24». Ieri i tecnici incaricati di ripristinare i viali di ghiaia hanno compiuto l’ennesimo sopralluogo e hanno sollecitato 48 ore di chiusura per effettuare i lavori.
L’assessore Galli ribadisce che «è stato fatto comunque un deciso pressing perché inizialmente si era addirittura ipotizzato di aprire il parco di Villa Olmo dopo la festa dei lavoratori».
Il fatto è che la città è già piena di turisti. Su uno dei più importanti portali di prenotazione alberghiera, il tasso di occupazione delle camere sul Lago di Como e in città a partire da domani è già al 74%.
Nella stringa di ricerca di una camera per due ospiti tra questo fine settimana e martedì Primo maggio solamente 112 strutture offrono disponibilità di posti su un totale di 4.195 censite. Insomma, si va verso un tutto esaurito con una delle attrattive più importanti della città – il parco di Villa Olmo, appunto – a forte rischio chiusura.
Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como, trattiene a stento la sua indignazione. «Cambiano le giunte, cambiano le maggioranze, ma i problemi rimangono identici. Di fronte alle buone intenzioni, c’è sempre qualcosa che si inceppa. Delle due l’una – dice Casartelli – o la burocrazia non è all’altezza o la politica non sa organizzare il lavoro. Su questo bisogna fare chiarezza e ciascuno deve prendersi la sua responsabilità».
Il presidente di Confesercenti non vuole «puntare il dito contro l’amministrazione», ma insiste nel chiedere «dove finisca la responsabilità degli uni e dove cominci quella degli altri. Perché alla fine i risultati non ci sono mai. Oserei dire che è forse arrivato il momento di avere più coraggio e di incidere maggiormente sui tempi di esecuzione dei lavori».

20 Aprile 2018

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