Villa Olmo, risplende la facciata ma è buio pesto sugli eventi

Villa Olmo personaggio in cerca di uno o più autori, splendido contenitore senza contenuti. Almeno per ora. Infatti è ancora tutto da capire il percorso che porterà all’utilizzo della villa a 360 gradi, come per esempio si fa sul fronte della proprietà privata  con il Teatro Sociale di piazza Verdi (è dei palchettisti ma è gestito dall’As.Li.Co.).

Due esempi agli antipodi, divisi da trent’anni per quanto riguarda l’età, ma con destini diversi. La facciata della storica dimora neoclassica a lago in via Cantoni è finalmente “libera”dopo mesi di lavori. Venerdì sera sono state tolte le impalcature che la ricoprivano. Il parterre e i rinnovati giardini erano già stati riaperti invece ad aprile. Un passo avanti concreto ammirato anche da molti comaschi e turisti che nel weekend hanno utilizzato di fatto i prati con vista lago come un lido, dato che a Villa Olmo quello vero e proprio è chiuso.

Ma non si sa cosa sarà degli eventi da organizzare a Villa Olmo, sia nel parco che nell’edificio, da ogni parte considerato la casa della cultura della città: chi li curerà, sarà un soggetto unico o più soggetti? Per ora tutto è ancora in carico al Comune di Como che è proprietario del bene e che concede la villa per manifestazioni pubbliche e private. L’Ufficio Cultura del Comune, trapela da Palazzo Cernezzi – dove peraltro una società privata nelle scorse settimane ha depositato uno studio di fattibilità per la gestione della villa – sta ancora allestendo il calendario degli eventi estivi.

Questo mentre altrove, senza andare molto lontano, in Canton Ticino, il “centro culturale” che fa capo al municipio di Chiasso ha appena varato tutta la stagione da settembre all’estate 2019, mentre sta per partire la kermesse musicale etnica “Festate” (e stiamo parlando di una località che ha un decimo degli abitanti di Como). E senza contare che il centro polivalente “Lac” di Lugano, città presto animata dalla kermesse jazz Estival, ospita fino a domenica una grande mostra su Picasso.

Senza nulla togliere alle attività in corso a Como, il paragone con il Lario è però impietoso in termini di continuità e programmazione coordinata. «All’orizzonte la certezza è la restituzione di un compendio unico per scopi culturali o eventi», dice a proposito di Villa Olmo il presidente della commissione Cultura del Comune di Como, Franco Brenna, organismo che nell’ultima riunione ha proprio affrontato (e potrebbe tornare a farlo se opportunamente sollecitato da qualche volenteroso consigliere prima della chiusura estiva) il tema del cantiere di Villa Olmo e le sue prospettive.

«Altra cosa – aggiunge Brenna – sarà aprire un iter con relativi bandi per la gestione della struttura. Data la bellezza del parco, sia di fronte che alle spalle della villa neoclassica, direi che l’ideale sarebbe abbinare sia eventi di richiamo pubblico che a inviti». Il riferimento è all’evento targato Dolce & Gabbana cheterrà banco per quattro giorni con epicentro proprio Villa Olmo ai primi di luglio: si è fatta una corsa contro il tempo e Giove pluvio per consegnare il parco in vista di questa manifestazione a inviti, per 500 fortunati invitati della maison di moda, che darà origine anche a un notevole indotto, toccasana e a sua volta fiore all’occhiello, data l’autorevole committenza, per il tessuto economico dell’accoglienza sul Lario: si prevede il tutto esaurito negli alberghi di medio-alto livello.

Ma oltre all’evento glam all’orizzonte, che coinvolgerà oltre a Villa Olmo, Villa Carlotta e parco Olivelli in Tremezzina, l’agenda degli spettacoli e delle mostre in corrispondenza della storica dimora a lago di via Cantoni segna ancora zero. Con il rammarico di aver rinunciato, causa cantiere, a un evento analogo a quello di Dolce e Gabbana, un evento targato nientemeno che Bugatti. Altra incognita è l’orto botanico, la cui inaugurazione, in luglio, è ancora da fissare.

Lorenzo Morandotti 

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