Villa Olmo, un degrado vergognoso

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Nuova denuncia della situazione insostenibile in cui versa lo storico edificio

«Mi vergogno di vivere in questa città». Una frase lapidaria, pronunciata da un 60enne comasco dopo aver fatto, ieri mattina, una passeggiata a Villa Olmo.
«Ho avuto la pessima idea, dettata dalla necessità, di utilizzare i servizi igienici all’ingresso del parco. Assolutamente inavvicinabili. Uno scempio – racconta l’uomo – Nella mia vita ho viaggiato in tutto il mondo. Ma mai mi

sono imbattuto in una situazione simile».
In effetti, ciò che si presenta agli occhi è qualcosa – sia alla vista, sia all’olfatto – di indegno. Che non sia una toilette proprio ben tenuta lo si intuisce immediatamente, subito dopo aver superato il cancello di ferro che conduce ai bagni. Rifiuti per terra, un vaso rotto e cocci sparsi ovunque sono il biglietto da visita. Ma quanto compare subito dopo ha dell’indescrivibile. L’accesso ai servizi è allagato. E in mezzo a una pozzanghera imputridita galleggiano foglie, rifiuti e fazzoletti di carta usati. Il lavandino mal funzionante, un portasapone ovviamente senza sapone ma utilizzato come pattumiera, completano il quadro.
E su quella che un tempo era la macchina per asciugarsi le mani, un anonimo dotato di senso dell’umorismo, ha scritto «Usare seguendo le istruzioni». Inutile specificare come di istruzioni e di qualsiasi altro mezzo per asciugarsi non ci fosse la minima traccia. E poi arrivano le toilette vere e proprie. Sporche, con l’acqua che cola dagli sciacquoni e, tra pezzi di carta sparsi in ogni dove, escrementi. Non proprio uno spettacolo da città turistica. Stona decisamente pensare che questo è uno dei parchi più belli della città e meta costante per i turisti.
«Da giovane ho fatto l’alpino, ero uno “sconcio”, come venivano chiamati i conducenti dei muli. Non ho mai visto uno sporco simile neanche avendo a che fare con questi animali – racconta sempre il 60enne – Ho viaggiato e visitato Paesi come il Laos o la Birmania. Sono stato a Calcutta ma mai mi sono imbattuto in qualcosa di analogo», conclude.
Parole amare che si limitano a fotografare esclusivamente la realtà esistente nei servizi igienici. Purtroppo, però, il degrado si annida in diversi altri punti. E così passeggiando per il parco alle spalle della villa, si viene attratti da un piccolo cancello di ferro completamente arrugginito che impedisce l’accesso a quello che forse un tempo poteva essere un ripostiglio scavato nella roccia.
La porta, ancora serrata con un lucchetto, è divelta nella parte superiore.
Sbirciando all’interno, si para davanti uno spettacolo indecente. In un angolo giace, completamente fagocitato dalla ruggine, un vecchio ciclomotore con il sellino mangiato, senza più le ruote e avvolto da rifiuti. E tutto intorno sembra di essere in una discarica.
Riemersi e tornati alla luce, la situazione non migliora spostandosi di pochi passi. Nel retro di quello che fino a poco tempo fa era il ristorante di Villa Olmo – chiuso di recente per una vertenza tuttora in corso tra Comune e vecchi gestori – giacciono abbandonati, nonostante il Comune fosse già intervenuto una prima volta per compiere alcune pulizie, vecchi mobili del locale. Da un frigorifero, a tavoli e banconi. E con l’occhio ormai allenato non passano inosservate alcune finestrelle della villa rotte e i sacchi di cemento usati per bloccare alcune porte altrimenti pericolanti.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il motorino gettato dentro la “grotta” che sorge al centro del percorso pedonale interno al parco (Fkd)

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