Villa Olmo, una bella scatola da riempire

Villa Olmo

Percorso in salita o in discesa? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il punto fermo è che la gara per la gestione del compendio di Villa Olmo è in dirittura di arrivo a breve, diciamo settembre. È prematuro però dire quando si potrà parlare di contenuti di questo bel contenitore in stile neoclassico affacciato sul lago, “casa” della cultura di Como per antonomasia.

Lo scorso 22 luglio è stata avviata la seconda fase della procedura che prevede l’acquisizione delle offerte tecnica ed economica per la gara. Potranno essere presentate fino al prossimo 16 settembre. Se tutto andrà bene quindi Villa Olmo potrà forse avere nel 2020 non certo un calendario di attività e di eventi e nemmeno una “grande mostra” in stile era Gaddi ma quantomeno un gestore in grado di rilanciarne ruolo e funzioni. Riattivare la macchina organizzativa era e rimane la priorità essenziale. Intanto si profila un traguardo, il 2025, centenario dell’acquisizione della proprietà da parte del Comune.

Già fin d’ora Villa Olmo quantomeno è museo di se stessa, con il parco rimesso a nuovo e le poche sale aperte al pubblico. Ma la storia insegna che la più celebre e sontuosa tra le dimore storiche comasche ha enormi potenzialità come centro espositivo internazionale. Un Dna per troppo tempo messo a tacere.

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