Cronaca

Vimercate e Legnano, casi simili. Sull’impasse di via Napoleona Gaffuri va all’attacco dell’Asl

alt Il quadro generale
(a.cam.) Non solo Como. Il vecchio ospedale di Vimercate e quello di Legnano, sostituiti negli anni scorsi da nuove strutture come il Sant’Anna, sono alle prese con problemi identici a quelli di via Napoleona. Nel primo caso, l’accordo di programma che prevedeva la nascita, di fatto, di un nuovo paese è rimasto lettera morta. Nel secondo caso, è fermo al palo il progetto di una “cittadella della fragilità”.
A Vimercate, il comparto del vecchio ospedale è un’area di 56mila metri quadrati

a due passi dal centro. Nel 2009, un accordo tra Regione, azienda ospedaliera e Comune ha sancito che il nosocomio sarebbe stato venduto e demolito per lasciare spazio a un piccolo, nuovo paese. La base d’asta era di 20 milioni di euro: due gare sono andate deserte e, in attesa di una terza, ha preso corpo l’idea di rivedere completamente il progetto e trasformare il vecchio ospedale in un villaggio degli anziani.
A Legnano, invece, il progetto di recupero dell’area dell’ex ospedale dismesso prevede tre settori: un parco, una “cittadella della fragilità” per riunire i servizi forniti da azienda ospedaliera, Comune, Asl e, infine, un’area di lungodegenza. Nulla, però, è stato fatto.
Solo a Bergamo qualcosa si muove perché, dopo quattro anni e due aste andate deserte, l’area è stata venduta alla Cassa Depositi e Prestiti per 55 milioni di euro, poco più della metà rispetto alla cifra inizialmente fissata a 95. Ora dovrà essere indetta una nuova gara e sembra ci sia un interesse della guardia di finanza.
«La condizione di stallo non riguarda solo Como – evidenzia il consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri – Per quanto riguarda via Napoleona, la responsabilità in primo luogo ricade sull’Asl, che non ha ancora iniziato a riunire tutti gli uffici e gli ambulatori all’interno dell’area del vecchio ospedale». La realizzazione della parte pubblica per Gaffuri è fondamentale, perché possa decollare anche il nuovo quartiere privato. «Solo con la cittadella sanitaria – afferma – le aree di via Napoleona diventerebbero appetibili per altri servizi e altre funzioni, residenziale o commerciale, e i compratori sarebbero invogliati a farsi avanti. Questo comporterebbe anche un abbattimento dei costi energetici e, per i cittadini, la comodità di raggiungere un’area servita dai mezzi pubblici e con l’autosilo Val Mulini a disposizione». Cruciale, poi, resta il ruolo della Regione. «È in gioco la riuscita dell’operazione di valorizzazione e di recupero dell’area – dice Gaffuri – È bene che la Regione esca dall’impasse e si decida a chiedere all’Asl di fare la propria parte».

Nella foto:
Luca Gaffuri chiede alla Regione un’azione incisiva per sollecitare l’Asl a fare la propria parte
15 maggio 2014

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