Vincenzo Nibali: «Giro di Lombardia duro e selettivo»
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Vincenzo Nibali: «Giro di Lombardia duro e selettivo»

© La vittoria di Nibali a Como nel 2015 (Ansa/Rcs)

Nel 2015 vinse con quella che a tutti gli effetti fu una grande impresa, con un formidabile scatto nella discesa tra Civiglio e Ponzate e l’arrivo solitario in piazza Cavour.
Per l’edizione 2017 del Giro di Lombardia, che, come due anni fa scatterà da Bergamo e si concluderà sul Lario, rimane uno dei favoriti e dei corridori più attesi: Vincenzo Nibali è pronto ad affrontare la gara in calendario sabato 7 ottobre.
Al “Corriere di Como” il 33enne siciliano – vincitore del Tour 2014, del Giro 2013 e 2016 e della Vuelta 2010 – rivela i suoi piani e la preparazione in vista della “classica” organizzata da Rcs Sport.
Vincenzo Nibali, prima di tutto un ricordo dell’impresa del 2015. Indimenticabile. Una vittoria costruita sulla discesa di Civiglio e rimasta nel cuore degli appassionati.
«Conoscevo molto bene il percorso e quindi sapevo che poteva essere un punto determinante. Insieme a Diego Rosa non eravamo riusciti a fare una grande selezione e per questo ho voluto tentare. Scendendo mi rendevo conto che il vantaggio aumentava e che avevo la possibilità di arrivare solo a Como. È andata bene».
Passiamo al presente e al Giro di Lombardia 2017: quali sono le sue prospettive? Come ci arriva dopo il podio, con il secondo posto, alla recente Vuelta in Spagna?
«L’intenzione è quella di fare il meglio possibile. Esco dalla Vuelta in buona condizione, caduta a parte, e correrò ancora qualche gara prima del 7 ottobre. Il percorso di quest’anno ricalca quello di due anni fa e questo non può che farmi piacere».
Il tracciato, infatti, è quello del 2015, che a lei piace. Quali sono i punti più difficili e quelli che possono fare la differenza nel finale? E il Muro di Sormano, una salita per noi mitica, può fare selezione?
«Il Lombardia è una gara dura e molto selettiva. Bisogna essere preparati e anche il meteo può influire parecchio. Il Muro di Sormano è troppo ripido e si percorre ad una velocità ridotta per cui è difficile fare grande selezione. Sulle altre due salite finali ci vogliono le gambe: lì o lei hai o altrimenti salti».
Una ultima domanda. Lei vive vicino al territorio lariano, a Lugano, e ogni tanto non mancano le sue foto sui social di allenamenti nel Comasco. Continua prediligere le nostre montagne per prepararsi? Le sue salite preferite?
«Ce ne sono parecchie che mi piacciono e che percorro spesso. Dipende da che giro decido di programmare. Apprezzo, per esempio, la Valle d’Intelvi. Salite come quella di Civiglio rientrano abbastanza regolarmente nelle mie sedute di allenamento con partenza e arrivo a Lugano. E in vista del Lombardia andrò a sicuramente rivedere sia il Ghisallo che il Muro di Sormano».
Massimo Moscardi

26 settembre 2017

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