Vincenzo Nibali: «I miei allenamenti sul Lario.  Salite e strade adatte per noi ciclisti»
Sport, Territorio

Vincenzo Nibali: «I miei allenamenti sul Lario. Salite e strade adatte per noi ciclisti»

Il Lario e il suo territorio come polo d’attrazione per il turismo legato al mondo del ciclismo.
Un’idea che ha come sostenitori un campione del calibro di Vincenzo Nibali – due volte vincitore del “Lombardia” in piazza Cavour – e Brent Copeland manager della sua formazione, il Team Bahrain-Merida.
L’argomento è stato al centro dell’attenzione ieri in una conferenza stampa con gli stessi Nibali e Copeland e gli assessori comunali Marco Galli e Simona Rossotti.
Un’occasione per parlare soprattutto con il campione siciliano – che da tempo, peraltro, vive a Lugano – e per lanciare il progetto di collaborazione fra il suo team e la città di Como.
La squadra, infatti, dopo il “Lombardia” di sabato scorso, si è fermata in un albergo lariano in ritiro per programmare la stagione 2019 dopo un 2018 positivo (26 vittorie complessive, 34 secondi posti, 29 terzi). Un luogo che potrebbe diventare permanente in occasioni future, ma non solo. «Studieremo il modo – ha spiegato Copeland – ma è nostra intenzione organizzare eventi in collaborazione con il Comune».
Nibali si è soffermato sull’importanza delle ascese del territorio comasco, che ha definito «ideali» per i suoi allenamenti, ma non solo.
«Dopo le gare, quando voglio rilassarmi e pedalare in tranquillità – ha spiegato – mi piace venire a Como con i colleghi. Per la preparazione, prediligo le ascese della Valle Intelvi, ad esempio la salita di Schignano, per poi tornare a Lugano scendendo da Porlezza. Non mancano le strade secondarie che sono meno frequentate dalle auto e che per noi ciclisti, per ovvi motivi, sono l’ideale. Non è male anche il Monte Bisbino».
Luoghi, dunque, che possono essere congeniali, oltre che per i campioni come Nibali, anche per i cicloamatori, in un territorio che, come si diceva, può essere turisticamente interessante per appassionati e praticanti dello sport del pedale, con il Museo del Ciclismo del Ghisallo, o il terribile Muro di Sormano. «Una ascesa troppo dura e quindi sconsigliata per i nostri particolari allenamenti» ammette Nibali, anche se per gli Amatori rimane un “must”.
Con Vincenzo Nibali, l’occasione è stata propizia anche per parlare del Giro di Lombardia di sabato scorso, che il campione 34enne – uno dei sette ciclisti della storia che ha vinto Tour, Giro e Vuelta – ha chiuso al secondo posto. In fuga con Thibaut Pinot, lo “Squalo” di Messina, non è riuscito a stare a ruota del francese, scattato sul Colle di Civiglio. Ma, una volta raggiunto dal gruppo, il siciliano è di nuovo ripartito a Monte Olimpino e ha chiuso alle spalle del vincitore, con un podio comunque onorevole, sottolineato dagli applausi dei tanti entusiasti che hanno affollato il traguardo di piazza Cavour. «Pinot era in grande condizione e lo ha dimostrato con i suoi continui scatti salendo a Civiglio – ha specificato Nibali – Ma della giornata di sabato porterò con me soprattutto il ricordo degli appassionati: mi hanno reso felice e mi hanno dimostrato il loro affetto, anche se la stagione è stato sfortunata, con la caduta al Tour. Ma il ciclismo è anche questo».
A proposito di tifosi, sul Muro di Sormano l’abbraccio è stato forte, ma quasi soffocante. «Il problema, in generale, è quello dei telefonini, di chi vuole la foto ravvicinata in gara, di chi fa le dirette, o addirittura i selfie, mettendo a rischio la nostra e la loro incolumità. Spiace dirlo, ma nei punti più delicati servirebbero le transenne».
Al di là degli allenamenti, il prossimo anno ci potrebbero essere più occasioni per vedere Nibali in gara nel Comasco. Nel 2019, infatti, in città potrebbe terminare una frazione del Giro d’Italia. «Non mi posso sbilanciare perché il percorso sarà ufficializzato a fine mese – conclude Vincenzo – Certo è che una tappa che si chiude sulle stesse strade di una “classica” ha sempre un alto tasso di adrenalina e spettacolarità».

16 ottobre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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