Viola: «Nulla da nascondere. Ma essere sereni non è facile»

Parla l’ingegnere
L’ingegnere di Palazzo Cernezzi : «Solidarietà? Sì, mi è arrivata. Il primo è stato Caradonna»
Risponde al telefonino con la cortesia tipicamente campana che ha sempre contraddistinto il personaggio. Perché tutto si può dire di Antonio Viola, il dirigente comunale nel mirino della nuova inchiesta sugli appalti pubblici che si è abbattuta su Palazzo Cernezzi, tranne che perda facilmente le staffe. Non lo ha fatto, almeno in pubblico (la questione, in privato, risulterebbe diversa), ai tempi del famigerato muro sul lungolago, non lo ha fatto quando mezza città lo ha preso di mira per aver

ottenuto, secondo i criteri previsti dalla legge, i premi di produttività legati anche al cantiere delle paratie, e non lo ha fatto lunedì scorso. Cioè quando, nel lungo corridoio che ospita gli uffici del settore Reti, Impianti Tecnologici e Protezione Civile, si sono affacciati i finanzieri della Tributaria a caccia di 5 anni di documenti.
Ieri, però, l’ingegnere non ha nascosto una certa inquietudine. «Lei mi chiede se sono sereno. E cosa dovrei risponderle? Che dentro di me lo sono – afferma Viola – ma che in realtà è difficile rimanere tranquilli quando succedono certe cose». Un piccolo cedimento emotivo, a cui però l’ingegnere fa seguire un’affermazione più “sicura”.
«Non credo che possa emergere chissà che cosa – ha confidato il dirigente di Palazzo Cernezzi – Però in queste cose non si può mai sapere. Per questo dico che essere tranquillo non è facile». Viola, tra l’altro, lunedì scorso si è materialmente trovato di fronte i finanzieri che acquisivano la documentazione sugli appalti dal 2006 a tutto il 2010.
«Ma non ho chiesto informazioni – precisa – C’è un’indagine in corso: presumo che serva la massima riservatezza».
Un’ultima concessione è dedicata alle telefonate di solidarietà arrivate fino a ieri mattina. «Se mi sono arrivate? Certo sono arrivate – risponde con un tono che, per la verità, sembra marcatamente sarcastico – Mi è arrivata quella dell’ex assessore Caradonna. E per la verità anche quella del direttore generale Fabiano». Punto.
Intanto, nella palazzina che ospita il settore guidato da Viola il lavoro continua normalmente, anche se la mole di documenti portata via dalla Tributaria ha lasciato più di un dipendente decisamente impressionato. Nessuno, al settore Reti, si azzarda a fare previsione su cosa potrà emergere dall’inchiesta guidata dal pm Giuseppe Rose. L’umore di chi in quegli uffici lavora, però, non era dei migliori.

Emanuele Caso

Nella foto:
La bufera
Il direttore dei lavori delle paratie e dirigente comunale, Antonio Viola

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