Viola Valentino: «Peccato cantare senza orchestra»

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L’artista di Canzo. In arrivo in estate una nuova canzone scritta con Cristiano Malgioglio

(f.ros.) «Ricordo Sanremo con simpatia: ero all’inizio. L’Ariston mi ha portato fortuna. All’epoca era un festival più semplice e più trasparente di quello di oggi. Un festival più “onesto”, che metteva in rilievo la musica e valorizzava l’impegno canoro».
È netto il giudizio della canzese Virginia Maria Minnetti, in arte Viola Valentino, giunta al successo nel 1979 con il brano Comprami e in gara all’Ariston con Romantici nel 1982 e con il brano Arriva arriva l’anno successivo. Oggi prepara un nuovo brano

ancora top secret ma «simpatico e sensuale» con l’amico Cristiano Malgioglio, che uscirà la prossima estate.
«Il mio rammarico? – prosegue Viola (nella foto), che ha appena pubblicato Rose e chanel, album di inediti e brani storici – Essermi dovuta esibire senza un’orchestra dal vivo. All’epoca in cui ebbi successo, a Sanremo i cantanti si esibivano rigorosamente in playback, solo dall’81 tornarono a cantare dal vivo, ma su basi musicali preregistrate. Credo effettivamente che l’orchestra e il cantante che si esibiscono live provino e offrano un’emozione decisamente più intensa e ormai il pubblico oggi lo sa bene. È il mio cruccio aver cantato senza orchestra».

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