Violentata e rapinata in un bar. Tre giovanissimi davanti al giudice

altA gennaio la sentenza
La vittima sarebbe una cameriera di un locale a Campione d’Italia

Il bar, alle 4 del mattino, era ormai chiuso, quando cinque ragazzi – clienti abituali dell’esercizio commerciale – chiesero di entrare al volo per poter comprare le sigarette. Richiesta accolta dalla cameriera, una comasca di 29 anni che stava già pulendo e sistemando il locale e che, tra l’altro, ben conosceva i giovani.
Iniziò, così, una nottata da incubo per la barista che si trovò – da quanto si legge nella denuncia poi presentata ai carabinieri – rapinata e violentata da tre elementi

di quel gruppo di giovani.
La vicenda, approdata ieri mattina di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como, Maria Luisa Lo Gatto, risale al mese di aprile del 2012 in quel di Campione d’Italia.
Le posizioni di due ragazzi su cinque sono state archiviate in quanto rimasero fuori dal locale senza mai entrare nel bar. Gli altri tre amici invece sono finiti sul banco degli imputati.
Si tratta di un cernobbiese di 21 anni, che deve rispondere “solo” della rapina, di un 26enne nato a Lugano ma residente a Campione d’Italia – accusato di violenza sessuale e rapina – e di un francese 20enne, nato a Marsiglia ma domiciliato anche lui nell’enclave italiano (per lui rapina, violenza sessuale e minacce).
La prima udienza si è svolta ieri. La ragazza comasca (ieri assente) si è costituita parte civile tramite il legale Livia Zanetti, mentre i giovani (rappresentati da Barbara Marchesini, Cristiana Botta e Fabrizio Natalizi) hanno scelto il rito abbreviato. Il giudice ha rinviato poi l’udienza al 15 gennaio, quando verranno sentiti – come integrazione dell’istruttoria – due testimoni: il titolare del bar, ovvero la prima persona cui la vittima raccontò quanto avvenuto, e uno dei due giovani che rimasero fuori dall’esercizio commerciale. Persona con cui pare che la ragazza, il giorno dopo, si confrontò su Facebook raccontando quanto avvenuto. Al momento i tre giovani finiti a processo non avrebbero ancora raccontato la loro versione dei fatti. La vicenda fu portata allo scoperto dal racconto della vittima raccolto in una denuncia del 21 aprile – i fatti sarebbero avvenuti la notte del 17 – finita poi sul tavolo del pubblico ministero Simona De Salvo.
Quella sera, si legge nelle contestazioni rivolte ai ragazzi, in tre (di un gruppo di cinque) entrarono nel bar quando questo era già chiuso e solo per comprare delle sigarette.
La situazione prese però una piega ben diversa: i tre si impossessarono infatti di 200 franchi contenuti nella cassa, dopo aver «spinto contro la porta di ingresso bloccandola» la 29enne barista, andando poi oltre. Il 26enne, nato a Lugano, avrebbe infatti palpeggiato la vittima nelle parti intime dopo averla bloccata per i fianchi simulando un rapporto sessuale, mentre l’amico nato in Francia, 20 anni, si sarebbe addirittura denudato, salvo poi brandire un coltello per spaventare la ragazza.
Quest’ultimo, come detto, deve rispondere anche all’accusa di minaccia in quando, a fatti compiuti, avrebbe urlato alla dipendente del bar: «Se fate denuncia picchio te, i tuoi famigliari e spacco tutto il bar». La vittima ieri non era presente di fronte al giudice, mentre dovrebbe esserci alla prossima udienza. C’erano invece i tre imputati che non hanno mai rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.
E nemmeno lo faranno, vista la scelta del rito abbreviato. Il giudice tuttavia ha voluto ampliare l’istruttoria sentendo due testimoni prima di decidere. Tra questi, il titolare del locale e uno degli amici che tuttavia non entrarono nel bar. Motivo per cui la sua posizione ha seguito una strada diversa rispetto a quella dei compagni. L’appuntamento con la sentenza è per gennaio.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La storia drammatica è andata in scena a Campione d’Italia nel mese di aprile 2012: ora è approdata in aula a Como

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.