Violenza a donna ‘disinvolta’,Pg ricorre

Impugnazione in Cassazione su 'sconto' e motivazioni sentenza

(ANSA) – MILANO, 25 SET – La Procura generale di Milano ha impugnato, facendo ricorso in Cassazione, l’ormai nota sentenza con cui la Corte d’Appello milanese, parlando di "condotta troppo disinvolta" della vittima, ha ridotto di 6 mesi la pena ad un romeno 63enne che lo scorso anno ha sequestrato, picchiato e violentato la moglie, sua connazionale, in provincia di Monza. Nell’atto di impugnazione la Procura generale, con l’Avvocato generale Nunzia Gatto, contesta la diminuzione della pena che è stata applicata e le motivazioni con cui i giudici di secondo grado l’hanno giustificata. Motivazioni che hanno fatto molto discutere nei giorni scorsi. Per una notte l’uomo aveva sequestrato la coniuge 45enne nella loro roulotte, imputandole "tradimenti con uomini conosciuti su Facebook", l’aveva minacciata di morte, presa a pugni sul viso e sulla schiena e infine stuprata. Al termine del processo di primo grado in abbreviato l’uomo era stato condannato dal Tribunale a Monza a 5 anni. In secondo grado la Corte d’Appello ha ridotto la pena a 4 anni e 4 mesi, facendo riferimento ad un presunto "contesto familiare degradato" e "caratterizzato da anomalie quali le relazioni della donna con altri uomini". I giudici d’appello hanno anche parlato di uomo "mite" ed "esasperato dalla condotta troppo disinvolta della donna". Ora la parola alla Cassazione. (ANSA)

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