Violenza alla festa di compleanno dei 16 anni: un 23enne condannato a 3 anni e 4 mesi

Il tribunale di Como

La pubblica accusa, al termine della requisitoria, aveva chiesto otto anni di pena. Il collegio, ieri sera, ne ha riconosciuto 3 anni e 4 mesi. Facendo dunque cadere l’aggravante dell’aver fatto ubriacare la ragazza per poi abusare di lei. Insomma, la violenza ci fu ma non fu preordinata. Questo, in attesa di leggere le motivazioni, è l’esito finale del primo grado di una brutta vicenda giudiziaria che aveva riguardato la violenza sessuale ai danni di una 16enne nel giorno in cui festeggiava il compleanno. Imputato un 23enne originario del Marocco (cresciuto con la famiglia nel Comasco e regolare in Italia) accusato degli abusi sull’amica. I fatti contestati risalgono al 23 giugno del 2018. La ragazza, assieme ad altri giovani, era in una casa della periferia cittadina per festeggiare gli anni. Non si era sentita bene e – stando al racconto fatto in seguito ai genitori – si era sdraiata sul letto. Qui, al sopraggiungere del 23enne, sarebbe avvenuta la violenza sessuale poi ripetuta nonostante i tentativi – a detta della 16enne – di allontanare il suo aggressore. L’imputato ha sempre negato ogni contestazione, ritenendo che il rapporto fosse consenziente. La difesa – avvocato Francesca Rupalti di Milano – aveva sottolineato come «non ci fu un dissenso chiaro o una mancanza di volontà» della giovane se non alla fine. L’avvocato Pierpaolo Livio ha invece rappresentato in aula la parte civile.

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