Violenza contro la fidanzata incinta. Non vuole sconti e va a processo

IN AULA IL 20 DICEMBRE
Sostiene a gran voce la sua innocenza. Per questo ha preferito sfidare il dibattimento piuttosto che scegliere lo sconto di pena con il rito abbreviato. Si è svolta ieri l’udienza preliminare a carico del 27enne straniero accusato dalla Procura di reati pesantissimi come la violenza sessuale ai danni della sua ragazza 15enne (da cui aspettava un figlio) e il sequestro di persona. Un fascicolo nato la sera del 23 maggio scorso quando, al termine di un litigio in un quartiere di Como, la giovane
denunciò di essere stata violentata. La difesa – avvocato Davide Brambilla – aveva chiesto l’abbreviato subordinato all’audizione in aula della vittima e all’esame del Dna su quanto rilevato dai medici del pronto soccorso. Il giudice Nicoletta Cremona ha però respinto ogni richiesta, così l’imputato (presente in aula) e il suo avvocato hanno preferito non farsi giudicare con un abbreviato “semplice” rimediando il rinvio a giudizio. I genitori della 15enne si sono costituiti parte civile.

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