Violenza sessuale in via Grossi: condannato 38enne

Abusi su una ragazza comasca
Condannato a 3 anni e 6 mesi di pena per la violenza sessuale di via Tommaso Grossi, nel cortile dell’ex Baden-Powell, avvenuta nel febbraio del 2011. Un episodio che fece molto clamore in città e che portò poi alla chiusura di parte dello stabile abbandonato. La vittima, una ragazza comasca di 21 anni, raccontò di essere stata violentata da un 38enne marocchino mentre dormiva accanto al suo fidanzato.
Una storia torbida, che portò ad un blitz delle volanti della questura e all’arresto
, dopo poco tempo, dell’uomo indicato dalla ragazza. Quello stesso uomo, difeso dall’avvocato di Como Christian Mazzeo, è così finito in aula e ha rimediato la pena di 3 anni e 6 mesi.
Inutile è stato il tentativo del suo legale – che ora attende le motivazioni della sentenza per un eventuale ricorso in Appello – di far emergere una eventuale mancanza di prove in merito a quanto avvenuto nell’area dell’ex Baden-Powell.
Il 38enne attenderà comunque i prossimi gradi di giudizio da uomo libero, dato che sempre l’avvocato Mazzeo era riuscito ad ottenere la sua scarcerazione in quanto sarebbero – per i giudici – venute meno le esigenze cautelari anche in considerazione sia del tempo trascorso sia di quello già scontato in carcere.
I fatti finiti in aula riguardano la notte del 12 febbraio 2011. Una ragazza comasca, che dormiva in compagnia del suo fidanzato nell’area abbandonata in via Grossi, denunciò alle volanti di essere stata violentata nel sonno dal 38enne marocchino poi fuggito.
Lo straniero, che la giovane aveva conosciuto solo poche ore prima, fu poi individuato in poco tempo e arrestato dagli agenti. Un fatto clamoroso che fece molto discutere anche e soprattutto in merito alle aree degradate della città che finirono al centro delle polemiche.
Nel corso di una trasmissione di Etv, tra l’altro, la fidanzata dell’uomo marocchino telefonò in diretta per gridare la propria convinzione sull’innocenza del 38enne. «Non può essere stato lui – disse – lo conosco. Gli voglio bene e non lo abbandonerò in questo momento difficile. Sono stata insieme a lui fino a poco prima dell’episodio. Poi i miei genitori sono venuti a riprendermi e mi hanno portato via. Ma sono sicura, non è il colpevole. È sempre stato gentile con tutti, soprattutto con i più bisognosi».
La Procura invece seguì una pista diversa, chiedendo il rinvio a giudizio del marocchino con l’accusa di violenza sessuale consumata dopo aver bloccato le braccia della ragazza dietro la schiena.
Tesi che è stata confermata dai giudici del Collegio di Como che hanno condannato l’uomo a tre anni e sei mesi di reclusione.

Mauro Peverelli

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.