Violenza sulle donne, assolto il 40% degli imputati

Il tribunale di Como

(p.an.) Vengono definite come “violenze di genere”, anche se nella maggior parte dei casi il genere è quello femminile. I reati contro le donne, ovvero maltrattamenti, stalking e violenza sessuale sembrano essere una piaga difficile da reprimere in Italia. Una fotografia della situazione fatta da tre Tribunali lombardi è alquanto preoccupante. In quattro casi su dieci i processi penali nei Palazzi di Giustizia di Como, Milano e Pavia si concludono con un’assoluzione.

Ma non è questo l’unico dato che colpisce. I mariti o compagni violenti sono nella maggior parte dei casi cittadini italiani e non come si potrebbe invece pensare stranieri provenienti da culture e religioni in cui la donna ha una posizione di inferiorità rispetto all’uomo.

Quasi il 60% degli imputati nei processi di maltrattamenti e stalking sule donne è un cittadino italiano. Confermata invece la propensione alla violenza da parte delle cosiddette fasce sociali più basse. Nel 56% dei casi alla sbarra sono finiti disoccupati o operai. Il 40% di chi commette violenza soffre di dipendenze, come l’alcolismo.

Nel 73% dei processi sulla cosiddetta “violenza di genere” celebrati a Milano, Como e Pavia, imputato e persona offesa sono conviventi o partner e se nel 29% dei casi i bambini assistono e subiscono anche le violenze, più del 70% dei bimbi hanno visto i maltrattamenti e le persecuzioni coi loro occhi.

I dati sono stati ricavati da un totale di 120 procedimenti dei tre tribunali lombardi. La ricerca è stata realizzata nell’ambito di un progetto che ha visto in campo Regione Lombardia, l’Ordine degli avvocati milanesi e il Tribunale di Milano, questi ultimi rappresentati dall’avvocato Silvia Belloni e dal magistrato Fabio Roia.

Il periodo preso in analisi è quello che va dal 1° gennaio al 31 luglio scorso. Come anticipato, quasi il 40% dei processi finisce con assoluzioni, vengono considerati eccessivamente lunghi anche i tempi necessari per le indagini, in media 21 mesi. Ricordiamo infine come sul territorio provinciale è attiva la Rete interistituzionale antiviolenza, grazie ad un protocollo sottoscritto per la prima volta nel 2009 e rinnovato ogni tre anni. La prossima scadenza è nel 2018. La rete rinforza i servizi a supporto delle donne vittima di violenza.

Articoli correlati