Violenza vicino alla biblioteca, 30enne dal giudice

Tribunale di Como

L’aveva riconosciuto da un taglio sul labbro, frutto di una lite che era avvenuta solo poche ore prima.
Questo particolare era bastato alla vittima (che aveva fornito comunque una descrizione precisa dell’orco che l’aveva violentata, rapinata e colpita con pietre e un grosso basamento di cemento) per aiutare gli inquirenti a risalire al presunto responsabile della brutale aggressione, avvenuta in pieno centro città, a due passi dalla biblioteca, in via Raimondi. Quel taglio, medicato con dei punti di sutura, era stato l’importante pezzo del puzzle che aveva permesso ai carabinieri della stazione di Como di risalire al nome del violentatore, che era stato curato proprio per quel taglio all’ospedale Sant’Anna.
L’uomo era così stato colpito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pubblico ministero Massimo Astori e firmata dal giudice delle indagini preliminari di Como, Massimo Mercaldo.
In manette, con le pesanti accuse di violenza sessuale e rapina (alla vittima furono anche sottratti 20 euro dal portafoglio) era finito un 30enne del Burkina Faso, intercettato dai carabinieri di Castellamare di Stabia sul loro territorio.
Uomo che ora andrà a processo, dopo che il giudice ha fissato per gennaio l’udienza in cui la sua posizione verrà definita. La difesa dell’indagato avrebbe già scelto la via dei riti alternativi.
I fatti – terribili – risalgono al 25 agosto del 2018.
Una ragazza, giunta in città con la propria auto, aveva parcheggiato la vettura nei pressi del Tempio Voltiano per passare una giornata sul lago.
Aveva conosciuto in quella occasione il 30enne straniero, iniziando a parlare e trascorrendo con lui la giornata.
Alla sera, erano entrati ed usciti (ripresi dalle telecamere) in un supermercato del centro, poi avevano bevuto qualcosa insieme in un bar nei pressi di Sant’Agostino, riconosciuti in fase di indagine dalla titolare.
Infine, quando era quasi mattina, si erano incamminati in viale Varese, in via Volta (ripresi anche qui dalle telecamere), poi in via Raimondi.
Qui il 30enne, in un’area appartata, avrebbe prima palpeggiato la giovane, poi avrebbe tentato di violentarla e infine, rifiutato, l’avrebbe colpita prima con una pietra (trovata sul posto dai carabinieri, ancora sporca di sangue), poi con un blocco di cemento.
Nel luogo dell’aggressione, i militari ritrovarono pure la chiave di casa che la vittima aveva perso. A chiedere aiuto era stata una passante, che aveva notato la ragazza – sporca di sangue e sotto shock – a Porta Torre.

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