Violenze e botte alla consorte davanti alle figlie: finisce in aula

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L’uomo ha ammesso di non essere stato «un buon padre» ma non di aver abusato della moglie. Ha scelto di difendersi con il rito abbreviato
Le assurdità: niente carne ai familiari perché lui era vegano. E di notte non si poteva andare in bagno

Indagini chiuse. Giudizio immediato invocato dalla Procura di Como e difesa che ha replicato con la richiesta di rito abbreviato (la data deve essere ancora fissata).
È questa la via intrapresa dal fascicolo che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati un marito di 50 anni di un comune dell’Olgiatese, accusato dal pubblico ministero Massimo Astori di violenza sessuale nei

confronti della moglie e di maltrattamenti in famiglia che spesso andavano in scena di fronte alle figlie, una delle quali minorenne (oggi ha 12 anni).
Episodi che sarebbero iniziati addirittura nel 2001, e proseguiti fino alla decisione della moglie, al termine dell’ennesima e brutale violenza sessuale (lo scorso 15 novembre), di denunciare alla polizia quanto stava avvenendo ormai da troppo tempo. Tra l’altro, la donna – che si era separata dal consorte nel 2001 – aveva accettato di condividere la casa pur di dare una mano al marito che altrimenti non avrebbe saputo dove andare. Erano spesso banali i motivi che davano il via ai pestaggi o alle violenze. Tra questi, anche il fatto che essendo il marito un vegano che non mangiava carne, pesce e derivati animali, costringeva anche il resto della famiglia a sottostare al suo regime alimentare. Chi trasgrediva rischiava di andare incontro alle ire dell’uomo che, in più, vietava l’uso di medicinali e pure di andare in bagno di notte per non disturbare il suo sonno leggero. Le figlie e la moglie erano costrette, in caso di bisogno, a utilizzare di nascosto il lavandino del vicino appartamento della nonna. Situazioni oltre il limite che hanno portato la figlia più grande a parlare ai poliziotti di «casa degli orrori». L’indagato aveva ammesso «di non essere stato un buon padre», ma non di aver «fatto violenza sulla moglie». Assistito dall’avvocato Simone Gatto, ha scelto di difendersi con il rito abbreviato.

M. Pv.

Nella foto:
Arriva in aula la vicenda del padre vegano che maltrattava figlie e moglie

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