Covid, nuovo record: ieri altri 573 positivi nel Comasco

Controlli Covid

Nuovo record di positivi sul Lario, mai così alti dall’inizio della pandemia: la provincia di Como è quarta nella classifica lombarda. Milano ieri ha superato quota 3mila contagi: sono 3.211 in provincia, dei quali 1.393 in città. Le altre due province con il maggior incremento di positivi sono Monza e Brianza con 930, e Varese con 920. Como segue con 573 nuovi casi.
La curva di crescita del virus insomma non accenna a diminuire, anzi. Si registra, secondo i dati riferiti da Regione Lombardia, un aumento costante dei ricoverati negli ospedali lombardi: in terapia intensiva i pazienti Covid sono 53 in più per un totale di 345, mentre negli altri reparti si trovano 3.355 persone affette dal virus, 283 più di mercoledì scorso. Tornano purtroppo a crescere i decessi, 57 nelle ultime 24 ore, per un totale di 17.414 dall’inizio dell’emergenza sanitaria.
Con un nuovo record di tamponi, 42.684, la Lombardia ha registrato nelle ultime 24 ore 7.339 positivi in più, in linea con il dato di mercoledì.
Ieri il senatore varesino del Pd Alessandro Alfieri, ha chiesto al presidente della Regione Lombardia Fontana «di fornire subito i dati Covid dettagliati per provincia. È vergognoso che non li abbiamo – ha rimarcato – sono necessari per decidere se è necessario istituire zone rosse in provincia di Varese, che mercoledì ha registrato il picco di quasi 2.000 contagi in più in un giorno, o in altri territori lombardi particolarmente colpiti. I dati aggregati lombardi non sono sufficienti, serve sapere quanti tamponi sono stati fatti a Varese e nelle altre province, quanti posti sono occupati in terapia intensiva e nei reparti per ciascuna struttura sanitaria. È inaccettabile doverli ricostruire telefonando ai medici». Ad Alfieri ha replicato in serata l’assessore al Welfare Giulio Gallera: «La Regione non ha mai nascosto nulla. Dati analitici e dettagliati vengono comunicati ogni giorno ai soggetti istituzionali di riferimento quali Prefetture e sindaci attraverso flussi informativi specifici. La polemica sulla trasparenza dei dati – conclude – è dunque basata sul nulla».

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