“Visioni di lago”: capolavori dell’800 a Villa Bernasconi

M. T. Mariani, Como vista da S. Agostino

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il 18 maggio è in programma un’apertura straordinaria del Museo di Villa Bernasconi a Cernobbio con ingresso gratuito fino alle 18 (prenotazione obbligatoria sul sito www.villabernasconi.eu). «Abbracciando il tema proposto da Icom Italia, il principale network di musei e professionisti museali, “Il futuro dei musei – Rigenerarsi e reinventarsi”, intendiamo testimoniare quanto sia resiliente il museo di Villa Bernasconi con alcuni appuntamenti significativi dei quali saranno protagonisti i bambini» spiega Maria Angela Ferradini, assessore alla Cultura del comune di Cernobbio.

Durante la mattina, le classi terze della scuola primaria di Cernobbio, che durante il lockdown primaverile dello scorso anno hanno condiviso in maniera attiva alcune lezioni online rimanendo sempre in contatto con il museo, porteranno i bachi da seta del loro allevamento didattico per poterli mostrare ai visitatori. Le classi giocheranno poi al nuovo format “Cacciatori Botanici”. Nel pomeriggio, invece, le giovani musiciste del corso d’arpa celtica tenuto da Daniela Morittu e associato alla Celtic Harp Orchestra di Fabiius Constable, abituali o spiti della Villa, riempiranno le sale di musica con una lezione a porte aperte.

Le stanze della Villa ospitano inoltre l’esposizione “Visioni di lago da Villa Bernasconi”, rinnovando così la collaborazione con la Pinacoteca civica di Palazzo Volpi di Como con il prestito di una selezione di sei dipinti di prima e seconda metà dell’Ottocento a tema lacustre e una raffigurazione, tesori normalmente non visibili al pubblico: cinque vedute del lago, tra cui un grazioso olio su tela con Cernobbio vista dal porto, e l’opera “Il racconto del naufrago” attribuita al pittore e patriota italiano Gerolamo Induno.

Le prime due opere, “Veduta del porto di Cernobbio” e “Como vista da Sant’Agostino”, di ignoto autore e datate entrambe 1804, sono due fedeli riprese della realtà paesaggistica ritratta dove il paesaggio assume un ruolo di primo piano mentre la presenza umana rimpicciolisce relegata quasi a una dimensione di contorno dell’ambiente circostante: sulla riva del porto di Cernobbio si avvicendano poche e minuscole figure umane sovrastate dalla rappresentazione della natura (gli alberi, le montagne, il cielo) e dagli edifici. Lo stesso accade nella veduta della città di Como dal Borgo di Sant’Agostino, ripresa dalla riva delle lavandaie. Anche le tre opere attribuite alla pittrice Maria Teresa Mariani – “Veduta di Menaggio”, “Como vista da S. Agostino” e “Castello di Brivio“- si inseriscono nel filone della pittura di paesaggio. Con “La fioritura” (1890), Agnese Mylius – artista specializzata nella raffigurazione di fiori – pur adottando un linguaggio pittorico formale, dimostra di essere aggiornata sulle novità che il naturalismo aveva introdotto in pittura negli ultimi decenni del secolo. Info: www.villabernasconi.eu.

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