Visioni sull’amore in Occidente al “Corazziere”

altLa presentazione a Merone

In poco meno di cento pagine, Lidia Sella – giornalista e scrittrice e, malgrado non lo si ritenga, anche poetessa – ha condensato una storia dell’amore, dell’uomo e della donna, potente, lirica e scomoda. Il suo “Eros, il dio lontano. Visioni sull’amore in Occidente” (edizioni La Vita Felice) è difficile, se non impossibile, da classificare: non è un poema, non è un racconto, non è cronaca, né pensiero filosofico. O meglio, è tutto questo insieme, condensato e restituito in una chiave

stilistica originale e coinvolgente.
Il volume – che verrà presentato dall’autrice domani, alle 19, allo spazio incontri del Ristorante “Il Corazziere” di Merone, in un incontro promosso dal Circolo Culturale Campano – attraverso un’originale narrazione che spazia dal mito alla cosmologia, dall’epica alla storia (quella fatta di svolte rivoluzionarie ma anche di spicciola vita quotidiana) fa emergere l’eterna malìa di Eros, e anche tutti i suoi realistici limiti.
Lidia Sella, come è arrivata a “Eros, il dio lontano”?
«Nel 2000 ho scritto La roulette dell’amore, un libro fortunatissimo pubblicato in oltre 20mila copie, in cui mi sono divertita a fingere dialoghi impossibili tra autori del passato: tremila anni di confronti amorosi dalle liriche dell’antico Egitto a Casanova, da Saffo a Ovidio, a Prévert, a Dante e Petrarca. Il mio editore voleva che lo ripubblicassi, ma in quel momento ho sentito il bisogno di dire cosa penso io dell’amore. Ricordo che stavo passeggiando sul lungomare di Venezia e ho sentito un’urgenza, come il desiderio infantile di scrivere una lettera a Babbo Natale piena di immaginifici desideri: la mia, però, era una lettera al dio Eros. È nato questo testo scritto come in preda a un fuoco sacro. Mi giravano nella testa immagini, idee, pensieri anche nei sogni; ripensando a quei mesi in cui l’ho partorito, mi pare di averlo compilato come sotto dettatura».
Nel libro si alternano vari registri espressivi: ironico, lirico, a volte persino cinico.
«L’antropologa Ida Magli, che mi conosce bene, mi rimproverò quando lo lesse, mi disse che pensieri così profondi meritavano un saggio… Questo libro, però, mi è scaturito così, non avrei potuto scriverlo diversamente».
Nella prefazione si dice che è un’apologia del maschio latino e balsamo per la rinascita di Afrodite e vi si legge “Uomini senza qualità si lamentano perché sono sparite le donne di una volta, salvo poi lasciarsi irretire dalle peggiori profittatrici”.
«Ciò che mi ha spinto a scrivere questo testo è anche un senso di vicinanza al maschio occidentale: mi hanno impietosito le sue sorti. Ma, alla fine, quello che voglio far emergere è la passione di vivere, l’orgoglio di essere neuroni, materia, pensiero, ma anche la profonda malinconia che genera lo scontro tra Eros e Thànatos, amore e morte».

Katia Trinca Colonel

Nella foto:
La copertina del volume di Lidia Sella Eros, il dio lontano. Visioni sull’amore in Occidente

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.