Visite guidate alla Como romana: gli orari e le informazioni utili

Le terme romane sotto l'autosilo di viale Lecco

Un viaggio a ritroso di 2000 anni ed eccoci nei 2mila metri quadri della Spa comasca d’epoca romana. Sono le terme di Como, donate ai lariani dallo scrittore latino Plinio il Giovane. Un grande complesso portato alla luce negli anni ’70, durante un cantiere. Il sito risale alla seconda metà del I secolo d.C. ed è ora incastonato nell’autosilo del Valduce in viale Lecco 9.
Qui anche durante l’estate per l’iniziativa “Aperti per voi” i volontari del Touring Club (la mail è apertipervoi.como@volontaritouring.it) accolgono i turisti a caccia di emozioni archeologiche ogni martedì e giovedì dalle 10 alle 14 e il sabato dalle 10 alle 18 per proporre visite guidate a questo museo all’aperto.
Grazie alla campagna di scavo del 2006-2007, l’importante area archeologica delle Terme romane ha visto raddoppiare la superficie riportata alla luce. Il complesso, nato da un progetto unitario risalente al I secolo d.C., comprende numerose parti in alzato, anche se non sono state identificate le funzioni degli ambienti a causa della scomparsa delle infrastrutture destinate al riscaldamento (calidaria) e al raffreddamento (frigidaria). Abbandonate sul finire del III secolo e spogliate di ogni elemento di pregio, nell’area delle terme subentrò l’utilizzo cimiteriale e si installò una piccola fornace.
Ma Como è tutta un tesoro archeologico. Il caso dei lavori di riqualificazione di piazza Grimoldi, dove sono venuti alla luce lastre di un’antica pavimentazione e tracce di muri, e dello scavo sotto l’ex cinema Cressoni in via Diaz dove è stato trovato un ingente tesoro di monete d’oro antiche, sono soltanto i più recenti capitoli di una lunga storia.
Perché sotto l’asfalto e i palazzi del centro si allineano, stratificati nel tempo, i resti della Como medievale e le tracce di quella che fu la città romana, fondata all’epoca di Cesare, nel 59 a.C. Tra i reperti romani che possono essere facilmente visitabili ci sono quelli conservati nelle nuove sale della collezione romana del Museo Giovio in piazza Medaglie d’Oro a Como. Molti sono però i tesori ancora nascosti a una profondità che va da 3 a 4 metri. E se si scava a quelle profondità bisogna fare i conti con l’acqua, per la presenza della falda freatica, che rende tutto più difficile. Tra i gioielli nascosti vi è, per esempio, in piazza San Fedele, il foro romano, documentato anche da alcuni ritrovamenti avvenuti nel 1500. Como aveva poi un paio di porti, uno in piazza Mazzini, l’altro, su cui sono state svolte alcune indagini, in piazza Cacciatori delle Alpi, di fronte al Politeama. Altri reperti giacciono nel sottosuolo di via Vitani, dove si sono scoperte tracce dell’anfiteatro romano.

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