Visite guidate all’antico santuario di San Pancrazio, tesoro intelvese

altRamponio Verna. Fino al 31 agosto
Il santuario di San Pancrazio, in Valle Intelvi, è un autentico gioiello dell’XI secolo. Si trova lungo un percorso antico che da Osteno sale verso le frazioni Verna e Scaria. Inserito in una incantevole cornice naturale tra maestosi tigli, sorge su un piccolo pianoro a mezza costa del monte Pinzernone. Dell’originaria costruzione romanica, che risale al 1025-1050, rimangono campanile e abside inserita nel fianco dell’attuale edificio quattrocentesco.

In epoca barocca fu aggiunto il portico della facciata. L’ingresso si apre su una sola navata. All’interno, a sinistra, si accede subito alla Cappella di San Pancrazio che era anticamente volta al sorgere del sole. È molto probabile che qui si trovasse un presidio militare. Ciò spiega l’intitolazione del luogo a Pancrazio, giovane soldato arrestato e decapitato nel 304 d.C. durante le persecuzioni contro i cristiani da parte di Diocleziano. Nella Cappella c’è l’affresco più antico della valle (datato tra il 1000 e il 1050). Qui è ospitata la statua del Santo, donata dai combattenti della guerra 1915-18. Una fotografia ritrae don Carlo Gnocchi, il «padre dei mutilatini», assieme a un gruppo di alpini della Tridentina. Superstiti della ritirata dalla Russia nella Seconda Guerra Mondiale, onorarono il voto di salire sino a Ramponio, rendendo grazie a San Pancrazio. Il paliotto in gesso dell’altare è opera di Pietro Solari, rinomato artista della zona. Gli stucchi sono frutto dell’estro della famiglia dei Carloni. Di fronte alla Cappella ve n’è un’altra intitolata a San Carlo Borromeo. Un quadro del ’600 di Giovan Battista Rapa, scagliolista di Ramponio che amava firmarsi con il disegno di una rapa, lo ritrae benedicente. Il Borromeo aveva girato nella valle durante la devastante pestilenza narrata dal Manzoni nei “Promessi Sposi”. Dello stesso Rapa è il paliotto, un tempo situato al posto dell’attuale altare. Una statua di Madonna con lunghi capelli sciolti e Bambino è l’altra preziosità della Cappella. La navata centrale è impreziosita dagli affreschi di una via Crucis del pittore Piero Gauli. Altri affreschi sono attribuiti ai Solari. Fino al 31 agosto sarà possibile visitare la chiesa (nella foto) grazie all’impegno di alcuni volontari, tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30. La località si raggiunge dal centro di Ramponio, proseguendo oltre il campo sportivo e il cimitero.

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