Visite troppo intime a cinque giovani pazienti, medico a processo

Palazzo di giustizia, tribunale di Como (via Cesare Battisti)

Si è aperto ieri mattina in Tribunale a Como – per poi essere rinviato al mese di febbraio – il processo a carico del medico del Porlezzese (un 50enne) accusato dalla Procura lariana di aver palpeggiato le donne che avrebbe dovuto curare. Sono cinque le parti civili che si sono costituite in aula, mentre altre tre donne – che erano comprese tra le presunte parti lese – avrebbero preferito non presentarsi in Tribunale.

Al centro della vicenda, più episodi nei confronti delle pazienti, non del dottore finito a processo ma di altri medici che l’imputato sostituiva nei periodi delle ferie estive.
Le indagini sono state seguite dal pubblico ministero Valentina Mondovì.
La vicenda era nata nel settembre del 2017, quando una giovane paziente subì una visita intima imprevista (e senza essere preventivamente informata) mentre si era presentata dal medico – che sostituiva il suo – per quello che per la paziente era un gonfiore allo stomaco.
La querela non fu immediata perché la ragazza, prima di recarsi dai carabinieri della Compagnia di Menaggio a raccontare l’accaduto, si confrontò con il proprio medico di base e poi anche con una ostetrica sua amica.
Solo alla fine la paziente si decise a denunciare il tutto (era novembre) dando il via all’indagine.
Il lavoro della Procura di Como e dei militari dell’Arma è poi andato a ritroso nel tempo sino al 2008, vagliando 10 anni di visite del medico indagato e raccogliendo altri racconti simili nella dinamica di donne che, all’epoca dei fatti, avevano tutte tra i 24 e i 48 anni. Alcune vicende, quelle più lontane nel tempo (che risalgono al 2006 e al 2008), sono state nel frattempo archiviate. Ma altre sono rimaste aperte e hanno condotto alla richiesta – che era stata accolta dal giudice dell’udienza preliminare – di rinvio a giudizio del medico. Ieri, infine, il via al processo.

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