Vita di un viaggiatore, “fuori e dentro”

altI “Diari” di Tiziano Terzani presentati da Angela Staude
È il 18 maggio 1985. Tiziano Terzani ha appena lanciato La porta proibita, diario di cinque anni da inviato in Cina, pagine lucide e sofferte che vanno dall’entusiasmo di essere stato uno dei primi corrispondenti europei a entrare nell’allora sconosciuto Paese, alla cocente delusione di venirne espulso per non aver chiuso gli occhi di fronte alla durezza del suo regime. Seduto al tavolo di un ristorante, a Hong Kong, Terzani si confronta con un fraterno amico e giornalista cinese, anch’egli disilluso:

«Alla fine della vita – gli dice – parlando di noi sotto una pergola in Toscana, o in una casa con il cortile a Pechino, potremo anche concludere che abbiamo sbagliato tutto, che ci siamo sbagliati su decine di cose. Ma vogliamo poter dire che ci siamo sbagliati sinceramente, per amore, per ingenuità. Non per interesse, per avidità, per tradimento». Era questo Tiziano Terzani: coraggio, amore appassionato per il suo mestiere, testardaggine nella ricerca della verità, e soprattutto un’adamantina onestà intellettuale.
Terzani aveva sempre sognato di vedere la Cina. Dopo aver raccontato la guerra in Vietnam, voleva vedere con i suoi occhi se davvero in quell’immenso Paese si fosse realizzato l’ideale del socialismo, l’uguaglianza sociale in cui aveva sempre creduto. La delusione fu terribile, ma altrettanto forte fu la determinazione a raccontare senza sconti la sofferenza del popolo cinese, convinto che è solo dalla coerenza che ciascuno di noi ha con se stesso che scaturisce la credibilità.
Nella pubblicazione postuma Un’idea di destino – Diari di una vita straordinaria (Longanesi) – che la moglie e scrittrice Angela Terzani Staude presenterà venerdì 14 novembre, alle 18, alla libreria Ubik di piazza San Fedele a Como – emerge costante questo viaggiare “fuori e dentro”, come amava dire del suo stare nel mondo il giornalista. Le straordinarie esperienze vissute, quale testimone di alcuni tra i più importanti eventi della storia, a cavallo tra XX e XXI secolo, si intrecciano con lo scavo interiore, la riflessione più intima e il dubbio di quel “fiorentino” che, “a giro” per il mondo, fu sempre.
«Quando arrivammo in Cina nel 1979 – racconta Angela Staude in “Le parole altre” – Mao era morto da poco e con lui era finita la cosa più terribile che aveva scatenato, la “rivoluzione culturale”; una rivoluzione non per la cultura ma contro la cultura, non solo contro le cose belle, oggetti, monumenti, pagode che erano stati distrutti, ma contro chi portava la cultura, letterati, medici, maestri, scienziati, attori… ma non potevamo parlarne».
«Noi sappiamo che lei ha visto giusto, ma non doveva scriverlo», gli rivelò un funzionario cinese, all’indomani dell’espulsione. Questo, e numerosi altri episodi rivelatori dell’indole di Terzani e della sua straordinaria capacità di andare al cuore delle cose, sono contenuti nei diari. Il Vietnam, la Cina, la Cambogia del regime sanguinario di Pol Pot, il Giappone lanciato verso un’industrializzazione disumanizzante, l’India con la sua spiritualità e le sue contraddizioni. E poi la depressione, quel “cane nero” che ogni tanto gli si affiancava. Nel 1996, dopo il pensionamento da Der Spiegel, giornale per cui fu corrispondente, a Terzani viene diagnosticato un cancro. Sarà per lui l’occasione di raccontare un diverso e nuovo “viaggio” in L’ultimo giro di giostra, libro di grande successo insieme al best seller Un indovino mi disse, da cui verrà tratto un film. Dopo l’11 settembre, nonostante la malattia, Tiziano Terzani si rimetterà in viaggio e sarà un prezioso testimone della guerra in Afghanistan.
Perché, come scrive di se stesso con umiltà in una pagina dei “Diari”: «Non sono un intellettuale, sono solo un aspirapolvere: giro per il mondo raccogliendo storie».

Katia Trinca Colonel

Nella foto:
Un’immagine della scrittrice Angela Staude e del giornalista e scrittore Tiziano Terzani; marito e moglie, hanno condiviso una vita di viaggi e di lavoro in Asia

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