Vita nuova per il museo archeologico di Como
Cultura e spettacoli

Vita nuova per il museo archeologico di Como

A Como basta scavare un po’ e saltano fuori meraviglie del passato. Un caso tra i più recenti è quello dei lavori di riqualificazione di piazza Grimoldi, dietro il Duomo, dove sono venuti alla luce lastre di un’antica pavimentazione e tracce di muri.
Sotto l’asfalto e i palazzi del centro si allineano, stratificati nel tempo, i resti della Como medievale e le tracce di quella che fu la città romana, fondata all’epoca di Giulio Cesare, nel 59 a.C. Veri e propri tesori nascosti, in alcuni casi visibili, in altri inaccessibili. Tra i reperti romani che possono essere facilmente visibili figurano le terme di viale Lecco, messe in risalto dal nuovo autosilo del Valduce, e i resti di Porta Pretoria, recuperata nei sotterranei di un palazzo accanto a Porta Torre dopo un lungo restauro e tuttora visitabile a richiesta. Altri resti di epoca romana sono emersi a ridosso delle mura, tra viale Varese e via Benzi, durante i lavori per la costruzione del Pirellino, la sede lariana della Regione. I reperti sono stati interrati sotto la sede dell’ente, a 3 metri di profondità, ma qualcosa è stato recuperato. Durante i lavori è stata portata alla luce una serie importante di tombe con molti corredi di vetro. Sono affiorati anche i resti di una “mansio”, ovvero di una locanda di epoca romana, e di una strada di collegamento tra la Regina e la città di Como. Sabato 17 novembre, alle 17 andrà in scena proprio a partire da questi reperti “Il Museo rinnovato” ossia l’apertura al pubblico della sezione di Archeologia romana nel suo rinnovato allestimento all’interno del Museo “Paolo Giovio” di Como, in piazza Medaglie d’Oro. La collezione civica svelerà ai suoi visitatori una serie di importanti novità grazie ad un allestimento più ricco e con nuovi reperti, frutto dello scavo urbano effettuato in viale Varese angolo via Benzi.
Molti sono però i tesori ancora nascosti. La Como romana giace ancora a una profondità che va da 3 a 4 metri. Alcune aree sono state indagate, di altre si hanno soltanto notizie. Una intera casa romana pare sia emersa in centro storico di recente, durante i lavori di ristrutturazione di un palazzo. Ma a quelle profondità non tutto va liscio: bisogna fare i conti con la falda freatica: l’acqua rende tutto più difficile. Tra i gioielli nascosti vi sarebbe sotto piazza San Fedele, il foro romano, documentato anche da alcuni ritrovamenti avvenuti nel XVI secolo, tra cui una testa in marmo di Augusto conservata proprio al Museo Giovio.
Como aveva poi un paio di porti in epoca romana, uno in piazza Mazzini, l’altro, su cui sono state svolte alcune indagini, in piazza Cacciatori delle Alpi, di fronte all’ex teatro Politeama. Quest’ultimo porto potrebbe essere stato dismesso a causa della terra portata dalle alluvioni del fiume Cosia. Altri reperti giacciono nel sottosuolo di via Vitani, nel quartiere Cortesella sempre affollato di turisti. In occasione dei lavori per la ristrutturazione della casa di madre Giovannina Franchi, la fondatrice dell’ordine delle Suore infermiere dell’Addolorata, è stata individuato l’anfiteatro romano, ma gli scavi sono stati sospesi: avrebbero messo a rischio la stabilità degli edifici.

15 Novembre 2018

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