Cronaca

Vita nuova per la Sala Bianca

altLetteratura – Presentato ufficialmente ieri l’intervento di recupero dello storico spazio per concerti e convivi del Teatro Sociale
Tamponi di cotone, spugne e semplice acqua, ma anche impacchi di silice micronizzata ed iniezioni di resina acrilica. Tutto questo apparato chimico, insieme a tanta buona volontà, ha restituito alla città uno dei suoi tesori.
Il bicentenario del Teatro Sociale di piazza Verdi, evento che sta sempre più coinvolgendo il Lario con una miriade di iniziative, coincide con il ritorno all’antico splendore della Sala Bianca della storica struttura

di piazza Verdi. Un gioiello nel gioiello, a sua volta con un secolo di vita, che ospita da sempre le riunioni del bel mondo lariano e insubrico: concerti, balli, feste, conviviali e anche cerimonie nuziali laiche.
Il restauro è stato curato dall’Accademia Aldo Galli e ha coinciso con un importante accreditamento dell’istituto di via Petrarca, che consacra Como quale uno dei centri italiani e internazionali nell’ambito del restauro e della valorizzazione del patrimonio artistico e museale. Infatti il ministero dell’Istruzione ha espresso parere positivo, tramite un’apposita commissione tecnica, sul progetto presentato dalla Accademia “Galli ”che ora insieme all’Accademia “Cignaroli” di Verona è l’unica realtà italiana nel settore dell’alta formazione legalmente riconosciuta a poter proporre l’offerta formativa sul restauro a ciclo unico, con laurea magistrale.
«Siamo ormai un centro di alta formazione universitaria nell’ambito del restauro. Dopo tre anni di lavoro siamo accreditati per proporre un’offerta didattica orientata al restauro globale che va dall’antico al contemporaneo – dice il presidente della Galli Salvatore Amura – Como diventa così una piazza nazionale e anche europea: adesso possiamo infatti contattare realtà museali in tutto il continente per offrire le nostre eccellenze consacrandole alla tutela delle opere d’arte. Lavoriamo sulla qualità perché l’Italia se lo merita e se riqualifichiamo questo settore diamo un aiuto anche all’economia e al turismo aprendo le porte a nuove professioni».
Ieri il restauro è stato presentato nella stessa Sala Bianca rimessa a novo e tornata al primitivo splendore da Amura affiancato da Clemente Tajana, direttore dell’Accademia e da Francesco Peronese, presidente della Società dei Palchettisti del Teatro Sociale proprietaria della struttura (per l’intervento durato circa un anno e mezzo sono stati spesi dai Palchettisti circa 30mila euro); con loro anche il senatore Alessio Butti.
L’intervento di recupero coordinato dalle docenti Vanda Maria Franceschetti ed Elena Luzzani ha permesso di restituire luce agli stucchi e alle pitture murali delle pareti e alla volta, conferendo l’antico splendore all’opera dello scultore e pittore lombardo Ludovico Pogliaghi. La superficie della Sala Bianca era afflitta da crepe sui muri e sul pavimento causate dai cedimenti dell’edificio oltre che da un palese ingiallimento delle pareti, dovuto all’uso costante dello spazio per riunioni in cui, per lunghissimi anni, si è permesso di fumare. Inoltre la Sala ha subito diversi rimaneggiamenti. Si è puntato, d’accordo con la Soprintendenza, su un restauro di tipo conservativo e di manutenzione, che non desse l’impressione di un intervento troppo drastico. Ma non sono mancati gli interventi in profondità. Ad esempio il dipinto murale collocato sopra la porta di accesso alla Sala Turca è stato pulito con acqua demineralizzata mentre, per le zone interessate da ridipinture, il solvente in grado di scioglierle senza recare danno alle pitture sottostanti è stato l’alcol isopropilico.
Le mancanze sono state risarcite con opportune stuccature e completate con ritocco pittorico intonato alla tinta di base.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Sopra, la Sala Bianca oggi. A destra, due affreschi prima e dopo la cura da parte dell’Accademia “Aldo Galli”
25 Gennaio 2013

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