di Mario Rapisarda, Opinioni & Commenti

Viva l’eutanasia (della politica)

di Mario Rapisarda

Il risultato della “verifica politica” terminata nelle scorse ore è sconcertante. Riassunto delle puntate precedenti: Forza Italia decide di ritirare la delegazione di giunta, composta da due assessori, e garantire l’appoggio esterno all’esecutivo. Uno (Amelia Locatelli) si dimette immediatamente, l’altro (Francesco Pettignano) no. Traccheggia per giorni e alla fine lascia per rientrare un minuto dopo sotto le insegne di un altro partito, Fratelli d’Italia (che accetta il repentino cambio di casacca). Al sindaco va bene così e lo nomina seduta stante. Poi arriva il secondo atto. Le opposizioni – come logico – muovono pesanti critiche. Forza Italia, per protesta, diserta il consiglio comunale.

Una sorta di teatro dell’assurdo, una rappresentazione mai andata in scena sul palcoscenico di Palazzo Cernezzi. Mai. In nessuna coalizione, in nessuna alleanza. Di destra, di sinistra o di centro. La politica cittadina (e forse non solo quella) ha così dimostrato di essere arrivata a uno stato di degenerazione veramente impossibile da digerire. Nelle scorse ore ci eravamo rivolti al sindaco: ritenevamo fosse l’unico in grado di riportare ordine in questo caos degno del Big Bang. Così non è stato, e la nomina farsesca di Pettignano ne è la riprova.

Ripetiamo l’appello, perché non è decoroso vedere l’assemblea del capoluogo ridotta in tale stato. E perché, vista l’aria che tira, pensiamo che anche Forza Italia possa rientrare in fretta nei ranghi con la nomina del giusto assessore al posto giusto. Oppure trovi soluzioni pasticciate, del tipo “daremo un appoggio esterno sui progetti che ci interessano”. In questa situazione di sfilacciamento totale,  Mario Landriscina dovrebbe prendere atto che non ci sono più le condizioni per proseguire in modo sereno e staccare la spina. Consegnare le chiavi a un commissario prefettizio e portare la città al voto, in concomitanza con le elezioni europee del maggio prossimo. È stato eletto come espressione della società civile, è uno stimato professionista, non ha vincoli di partito. Può farlo, se vuole.

Oggi l’istituzione lariana per eccellenza, il Comune di Como, ha perso la dignità. Si può essere favorevoli o meno all’eutanasia. Personalmente, per la mia formazione e la mia storia, sono fermamente contrario. Palazzo Cernezzi, però, non è un essere umano. E in questo caso sono decisamente favorevole.

20 Novembre 2018

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