Vivaldi e Piazzolla (ispirato da Borges) a Villa Olmo

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Un concerto tra i più attesi all’interno del XIV Festival Como Città della Musica, nell’ambito del Villa Olmo Festival, in collaborazione con l’Estate Sforzesca 2021: domenica 11 luglio, ore 21.30, Luca Santaniello al violino, Gianfranco Ricci al violino barocco, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e Ensemble laBarocca, diretti da Ruben Jais eseguiranno Le quattro stagioni o Le stagioni del mondo in un excursus, che parte, ad inizio programma, con le prime quattro composizioni comprese nella raccolta Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione  di Antonio Vivaldi, pubblicate nel 1725, capolavori da sempre scolpiti ed indelebili nella memoria collettiva, non solo per le forti tinte descrittive, ma altresì per una consolidata storia discografica ed esecutiva, che ha portato innumerevoli violinisti a cimentarsi nell’interpretazione.

A Le quattro stagioni di inizio ‘700, dalle armonie più che mai attuali, seguono quelle dalle nuances più passionali, Las cuatro estaciones Porteñas, a raccontare l’atmosfera di Buenos Aires nella seconda metà del ‘900, dai toni struggenti e dal sigillo inconfondibile di Astor Piazzolla, di cui ricorre quest’anno l’anniversario per i 100 anni dalla nascita.

Se i sonetti che ispirarono le composizioni di Vivaldi, rimangono ad oggi di autore non identificato o anonimo, Las cuatro estaciones Porteñas sono strettamente legate alle Cuatro canciones porteñas, scritte da Jorge Luis Borges nel 1965.

Il programma è stato concepito come un viaggio, che abbraccia due secoli e mezzo di storia, letteratura, musica e tradizioni, oltre che due continenti diversi: dal secolare, vivace ed esuberante mondo musicale veneziano, in un periodo aureo, per l’arte ed il benessere, vissuto da un sacerdote compositore (noto anche come ‘il prete rosso’, per il colore della chioma), al Sud America, dove un compositore noto invece con il soprannome El gato (il gatto) per l’ingegno compositivo ed il sapersi districare agilmente in partiture innovative, figlio di un pescatore, recuperò il patrimonio musicale tradizionale, popolare e autoctono (il tango), per fonderlo con il jazz e con altre influenze, di musica elettronica e contemporanea, recepite e sedimentate in tanti incontri e durante i periodi trascorsi a New York e i viaggi in tutto il mondo.

A Le quattro stagioni di inizio ‘700, dalle armonie più che mai attuali, seguono quelle dalle nuances più passionali, Las cuatro estaciones Porteñas, a raccontare l’atmosfera di Buenos Aires nella seconda metà del ‘900, dai toni struggenti e dal sigillo inconfondibile di Astor Piazzolla, di cui ricorre quest’anno l’anniversario per i 100 anni dalla nascita.

Se i sonetti che ispirarono le composizioni di Vivaldi, rimangono ad oggi di autore non identificato o anonimo, Las cuatro estaciones Porteñas sono strettamente legate alle Cuatro canciones porteñas, scritte da Jorge Luis Borges nel 1965.

Il programma è stato concepito come un viaggio, che abbraccia due secoli e mezzo di storia, letteratura, musica e tradizioni, oltre che due continenti diversi: dal secolare, vivace ed esuberante mondo musicale veneziano, in un periodo aureo, per l’arte ed il benessere, vissuto da un sacerdote compositore (noto anche come ‘il prete rosso’, per il colore della chioma), al Sud America, dove un compositore noto invece con il soprannome El gato (il gatto) per l’ingegno compositivo ed il sapersi districare agilmente in partiture innovative, figlio di un pescatore, recuperò il patrimonio musicale tradizionale, popolare e autoctono (il tango), per fonderlo con il jazz e con altre influenze, di musica elettronica e contemporanea, recepite e sedimentate in tanti incontri e durante i periodi trascorsi a New York e i viaggi in tutto il mondo.

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