Vizi e segreti del Faro dedicato a Volta. Parla l’ultimo guardiano della torre

Faro Voltiano a Brunate

Il monumento è da anni in gestione a una cooperativa con sede a Roma
Il Guardiano del Faro è una figura solitaria e affascinante. In Francia, l’ultimo professionista del settore è andato in pensione la scorsa estate. Gestiva il Faro di Gironda. A San Maurizio, sopra Brunate, invece, presta ancora servizio un esponente di questa specie in via d’estinzione. Carlo Rusconi, comasco di 78 anni, ha eletto lì il suo regno fin dal 1995, quando smise di lavorare come rappresentante di una nota casa produttrice di panettoni.
Nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle 10 alle 16 d’inverno e dalle 10 alle 19, compreso il mercoledì, nella bella stagione, accoglie i turisti e apre loro la monumentale struttura voluta a 900 metri d’altezza, in località Monte Tre Croci, in onore del più illustre concittadino: Alessandro Volta. La chiacchierata che segue si apre con una visita a questa “torre” alta 29 metri, in cima alla quale, dopo aver calpestato 143 gradini di una scala a spirale, si gode una vista impagabile su montagne innevate e sul Lario. Da una parte lo sguardo spazia fino alla curva di Carate Urio; dall’altra fino al laghetto di Montorfano e oltre. Un balcone che gira intorno al Faro regala tutti i panorami. E quando fa buio, si accendono automaticamente le tre parabole che irradiano fasci di luci bianca, rossa e verde.
È solo un caso, ma Rusconi è omonimo di Ettore Rusconi, il presidente dei postelegrafici che con il loro ente, l’Igni (Istituto gare nazionali e internazionali di telegrafia pratica) finanziarono la grandiosa opera in memoria dell’inventore della pila, inaugurata l’8 settembre 1927.
Il fatto curioso è che il Faro, di proprietà del Comune di Como, è da anni in gestione a una cooperativa romana, la Servizi Integrati Facility, con sede nella Capitale. Il guardiano del faro però – cappellino con visiera calato sulla testa – di sua iniziativa si occupa di tutta la piccola manutenzione. È più forte di lui, non riesce ad accettare sciatteria e vandalismi di pochi idioti. Si rifornisce di latte di vernice e rimedia agli scempi più evidenti, rinfrescando le nicchie esterne del Faro. L’ha fatto anche di recente per rimuovere gli effetti dei botti del 31 dicembre, che avevano annerito qua e là la facciata. E, dopo l’ultima nevicata, ha aperto un camminamento lungo la scalinata che sale fino al Faro.
Signor Rusconi, cosa le dà più soddisfazione in questa attività?
«Quando ho iniziato a occuparmene, l’ho fatto perché il Faro era trascurato. L’ho preso a cuore. Mi rende felice parlare con la gente. Scatto qualche foto-ricordo, dispenso consigli turistici relativi al Lago di Como. Tanti visitatori sono stranieri. Inglesi e americani danno le maggiori soddisfazioni. Qualche tempo fa qui c’è stata anche un tv olandese che ha generato un buon giro di turisti provenienti da quella nazione».
Che cosa la rattrista di più?
«Vedere com’è ridotto il Faro dall’incuria. Questo è un luogo stupendo, un magnifico punto d’osservazione. I comaschi dovrebbero esserne orgogliosi e difenderne la qualità».
Quali sono le cose più belle del Faro?
«La veduta che offre. A cielo terso, da una parte si vede fino a Torino e dall’altra si scorgono gli Appennini. Questa è una posizione davvero strategica».
Qual è il problema maggiore?
«Occorrerebbe più senso civico, più educazione da parte di tutti. Vorrei che fossero installate tre piccole lampadine sotto le arcate per vedere nell’oscurità. C’è chi si diverte a compiere atti vandalici. Fanno sparire il bidone della spazzatura, prendono il mio tavolino o il cartello con gli orari e li gettano nella scarpata. C’è gente così, che si diverte a fare dispetti?».
Racconti un aneddoto simpatico della sua attività?
«C’è chi mi telefona per invitarmi a casa sua, magari a Roma. E poi guardi quante cartoline, legga, legga pure: da New York, da Sidney, da tutta Italia? Sa che a casa mia ne ho alcuni scatoloni? A me piace scherzare con i turisti stranieri; a volte chiudo la porta del Faro, consegno le chiavi ai mariti e fingo di fuggire con le loro mogli. Tutto finisce in una risata».
Da qui sarà passato anche qualche Vip…
«Sì, c’è stato il calciatore brasiliano Ronaldo ed è venuto Berlusconi. George Clooney, invece, l’hanno fatto scappare le sue fan, troppo assillanti. Qui è stata anche girata qualche scena di “Vivere” e di “Beautiful”. E quando è venuta Raitre per un servizio c’è stata una scia di 2mila visitatori in poco più di un mese».
La scalinata che scende dal Faro fino al piazzale è di proprietà del Comune di Brunate. Salgono sei ragazzi. Lontano si sente il guardiano che esplora la “torre” prima di chiudere: «Hallooo! Halloooo?!».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.