Voglia di sole ma anche di realtà

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Ho tanta, tanta voglia di sole. Non lo dico io, anche se è vero, ma uno dei  personaggi cinematografici che preferisco: non ce la fa più e vuole uscire a riveder la stella che dà senso al nostro sistema. È   il galeotto Manny del film su soggetto di Akira Kurosawa e regia di Andrej Konchalovskij   A trenta secondi dalla fine, correva l’anno 1985. Manny, pestato a sangue, vuol  scappare dalla prigione di massima sicurezza nell’Alaska a 30 gradi sotto zero in cui è rinchiuso. Come uscire, come evadere? Meglio: come aprire gli occhi sulla realtà che   è assegnata senza farsi travolgere? Ascoltiamo il mondo dello spettacolo e dell’arte, che patisce le conseguenze della quarantena prolungata anche sul piano economico.

Un aiuto, nella seconda primavera pandemica che ci tocca,  può venire dalle parole di un musicista comasco, il violinista Davide Alogna, che su Facebook ha scritto di recente: «Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere il giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini». Un inno poetico alla vita, un invito alla positività anche se non di sola poesia si vive.

Giorgio Agamben in uno dei libri più importanti di questo inizio anno, La follia di Hölderlin (Einaudi)  fa una cronaca puntigliosa e appassionata degli anni di follia di questo fondamentale poeta tedesco che per metà visse nel mondo e per l’altra metà (1807-1843) come pazzo nella casa di un falegname. Anche questo libro è un segno dei tempi, se   l’autore, insigne cattedratico tradotto in molte lingue, si trova ad  annotare: «L’impossibilità, tuttora perdurante, di svolgere ricerca nelle biblioteche, mentre  è possibile accedere liberamente ai supermercati, non ha permesso di individuare e precisare tutte le fonti che si sarebbe voluto includere».

Ne usciremo, evaderemo, comunque diversi da prima, ma  tutto questo non scorderemo.

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