Livia Cioffi: «Voglio chiudere in bellezza con una grande mostra»

l'assessore alla Cultura di Como Livia Cioffi

L’assessore di Como Livia Cioffi annuncia i progetti culturali del 2021

Tempo di bilanci e di uno sguardo sul futuro della cultura a Como. Un settore che, Covid a parte, da lungo tempo non decolla e fatica a incidere sulla crescita civile e dello spirito, che è sostanziale per i cittadini quanto quella economica, e che in una visione post coronavirus assume una valenza ancora più importante.
Livia Cioffi, assessore a Cultura, Turismo e Grandi eventi del capoluogo comasco, è subentrata dopo tre anni e mezzo di giunta. Davanti a sé ha un anno e poco più di lavoro, prima delle elezioni comunali del 2022.
«Vorrei concludere il mio incarico in bellezza con una grande mostra, me lo sento chiedere continuamente – è l’auspicio di Livia Cioffi – spero di riuscire a farlo».
Ci sono già proposte?
«Ne abbiamo ricevuta una per Chagall e parlandone in Giunta l’idea non dispiaceva, anche Fondazione Volta ha qualche nome da proporre, vedremo…».
Quale il bilancio di questo 2020?
«Con tutti i limiti dettati dalla zona rossa siamo riusciti ad animare il centro storico a Natale. Con la responsabile dei Musei civici Veronica Vittani abbiamo allestito la mostra “L’arte del dono” dedicata all’astrattismo comasco e aperto le sale espositive dell’Asilo Sant’Elia, abbiamo collaborato con il Teatro Sociale per la programmazione delle opere teatrali e liriche in streaming sulla piattaforma di Regione Lombardia, riuscendo ad allargare il bacino di utenza e abbiamo lavorato meglio al calendario storico cercando di far conoscere le opere della Pinacoteca, io stessa confesso di avere scoperto da poco l’enorme ricchezza di questo museo».
Una ricchezza purtroppo che sfugge ai visitatori.
«Ogni critica costruttiva è ben accetta per migliorare la fruizione degli spazi, le associazioni già fanno tanto con le attività per i bambini, ma evidentemente questa cosa non viene abbastanza percepita all’esterno. Conto di valorizzare la Pinacoteca, abbiamo terminato l’allestimento della mostra Miniartextil che si terrà proprio in Pinacoteca e al mercato coperto, le prevendite mi dicono stiano andando bene. Siamo pronti anche per la mostra dedicata ai ritratti di Giovio provenienti dagli Uffizi, realizzata con la collaborazione della Fondazione Volta. Abbiamo sottoscritto gli atti con la Galleria degli Uffizi di Firenze, dobbiamo semplicemente ricevere le opere e allestire come si conviene gli spazi in Pinacoteca».
A quando l’apertura?
«Abbiamo ottenuto la disponibilità dei ritratti sino a fine maggio, è tutto pronto, trasporto, assicurazione… stiamo solo aspettando il via libera da Roma per l’apertura dei musei che però mi sembra di capire non sarà a metà gennaio ma più avanti».
Progetti per Villa Olmo?
«A primavera verrà allestita la mostra dedicata alla collezione della Fondazione Ratti, curata da Annie Ratti, che durerà fino a settembre 2021; il Comune sarà protagonista perché arriveranno opere da tutto il mondo, le autorizzazioni e le pratiche con l’ufficio tecnico sono chiuse così come quelle con la Soprintendenza».
Gli spazi museali di Como chiusi sono una dolente nota pre Covid…
«Li riapriremo. Per il Broletto è stato approvato il progetto esecutivo, quindi a fine febbraio abbiamo già pronta una mostra di un artista italiano, valuteremo l’utilizzo dell’info point: se mantenerlo tale o farlo vivere come spazio a disposizione delle associazioni. In primavera sarà a disposizione anche lo Spazio Natta, mentre San Pietro in Atrio sarà disponibile verso l’estate perché sono stati fatti lavori di ampliamento della sacrestia, occorreva uno spazio maggiore per il deposito di opere e quadri e nel 2022 è in programma una mostra dell’Archeologica Comense. Infine, in giunta è stato approvato nei giorni scorsi il progetto definitivo per il Tempio Voltiano: con la primavera ci sarà l’inaugurazione dei lavori di adeguamento, così da aumentare il numero dei visitatori, lavori che non comporteranno la chiusura degli spazi museali del Tempio, già restaurati».
Veniamo al Museo Paolo Giovio e all’esposizione delle monete d’oro di epoca romana ritrovate in via Diaz: quando partiranno i lavori?
«A bilancio c’è tutto, assicurazione, allestimento eccetera, i lavori al museo però partiranno non prima dell’estate a essere ottimisti; entro fine febbraio sarà consegnata la progettazione preliminare. Vorremmo poi partecipare a un bando europeo per realizzare un percorso nell’antica Roma e nel romanico allargandoci al territorio, per esempio ai comuni del lago che conservano tesori romanici».
Confcommercio candida Lecco capitale della cultura per il 2024, perché non proporre Como?
«A me piacerebbe realizzare quello che ho in programma e già sarà difficile, ricordiamoci che questa è una giunta a scadenza di mandato, quindi una città della cultura quando? Quando non ci saremmo più noi? Lecco ha una giunta che si è appena insediata, per Como io ritengo non ci siano i tempi tecnici. Io arrivo dopo 3 anni e mezzo di mandato, ereditando una situazione bloccata per il Covid, vorrei concludere le cose che mi sono prefissata di fare perché chi arriverà dopo possa continuarle».
Ci sono le risorse economiche per realizzare il suo programma?
«Sì ci sono. La copertura per tutti gli eventi che abbiamo previsto non mancherà».
Come pensa di utilizzare le risorse dei contributi ordinari?
«Nell’anno che si è chiuso abbiamo destinato la maggior parte dei fondi al Natale, ma certo con il nuovo anno vediamo di organizzare meglio, io vorrei ridurre l’importo delle quote per i progetti e gli eventi estivi e dare spazio e contributi alle associazioni perché propongano attività che facciano da corollario agli eventi estivi, vorrei lavorare per la quotidianità e mi piacerebbe che l’amministrazione presentasse proposte, così da non concentrarsi solo su quei due o tre grandi eventi ma avere un maggior margine sul contributo ordinario per i piccoli eventi».

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