Vola l’export della provincia di Como. Germania, Francia e Svizzera i Paesi con i maggiori scambi

Como, veduta aerea

Esportazioni in crescita per le imprese comasche, ben sopra la media nazionale ma ancora un po’ al di sotto delle cifre complessive lombarde.
L’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Como ha pubblicato ieri l’ultimo suo studio sul commercio estero delle aziende lariane, fotografando una situazione quantomeno incoraggiante.
Nel 2018, la provincia di Como ha visto crescere le sue esportazioni del 4,5% (+252 milioni di euro), in accelerazione rispetto ai dati del 2017, anno nel quale il territorio non aveva brillato. Como ha totalizzato flussi per quasi 5,9 miliardi di euro, pari al 4,6% dell’export lombardo. I dati lariani si posizionano al di sopra della media nazionale (+3,1%) mentre restano come detto inferiori a quella regionale (+5,2%).
Per ciò che concerne le importazioni, invece, la provincia di Como ha registrato flussi per oltre 3,2 miliardi di euro, variazione positiva e in netta accelerazione: +7,7% (+232 milioni di euro) contro il +1,4% registrato nel 2017.
In questo caso, il dato è superiore sia alla media regionale (+6,7%) sia alla media nazionale (+5,6%). Il peso dell’import comasco sul totale regionale è pari al 2,4%.
Come spiegano bene gli estensori del report della Camera di Commercio, «malgrado la ripresa dell’import, il saldo commerciale della provincia lariana è migliorato ulteriormente (+20 milioni), passando dai 2.626 milioni di dicembre 2017 ai 2.646 di dicembre 2018, nuovo massimo storico di sempre».
La crescita delle esportazioni comasche è dovuta soprattutto all’allargamento dei mercati extra-Ue, dove le imprese lariane hanno fatto segnare nel 2018 un +7,2% (+164 milioni di euro. Modesto invece l’aumento dell’export verso i Paesi dell’Unione, soltanto l’1,5% (+48 milioni).
La Germania, con 843 milioni di euro, resta di gran lunga il Paese che assorbe la maggiore quota di export comasco (il 14,6%): un dato in crescita rispetto all’anno precedente del +2,7%. Dietro quello tedesco si situa il mercato francese, con 685 milioni e l’11,8% dell’export comasco (qui la crescita è stata del 5,2%). Al terzo posto si attesta la Svizzera – 485 milioni di euro di export – con una crescita del 7,8.
Lo studio pubblicato ieri dedica un focus a due Paesi: il Regno Unito e la Cina. Verso il primo, le imprese comasche hanno perso l’8% di esportazioni (-28 milioni), non tutte per l’effetto Brexit. Il mercato cinese assorbe invece merci comasche per 205 milioni (+7,%, 13 milioni in valore assoluto) cui andrebbero sommati anche i 60 milioni di euro di Hong Kong (-6,4% tra il 2017 e il 2018).

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