Volevano evitare un’interrogazione. Una giovane: «Non respiravo»

alt Le testimonianze Il professore: «Ero in piedi, ho sentito fastidio alla gola»

Ci sarebbe un’interrogazione in classe alla base del gesto delle studentesse che ha poi portato 27 compagni al pronto soccorso.
Questo è almeno quello che sembra emergere dopo le prime ore di indagini interne ed esterne all’istituto Caio Plinio Secondo.
La questione è stata affrontata ieri in un consiglio di classe già fissato da tempo ma che inevitabilmente ha affrontato il tema di quanto accaduto al mattino. L’interrogazione, comunque, non era in programma alla

prima ora di informatica. «No, non c’erano verifiche – ha confermato ieri proprio il professore di informatica – Stavo facendo lezione, poi tre o quattro studentesse hanno iniziato a tossire. Non ha capito subito quello che accadeva. Poi, però, anch’io che ero in piedi tra i banchi ho iniziato ad accusare fastidio alla gola». L’ora si è comunque conclusa senza conseguenze: «La classe è tornata in aula. Poi è successo quello che è successo». «Non abbiamo capito cosa avveniva – ha poi proseguito una ragazza collocata nella parte di istituto (al piano terra) in cui è stato spruzzato lo spray – Abbiamo iniziato a sentire prurito alle gambe e alle mani, qualcuno tossiva, altri piangevano. Ci siamo spaventati. C’era una compagna che faceva fatica a respirare».
Un ragazzo più grande, di quinta, esce dall’istituto. Lui non ha accusato malesseri ma ha visto quello che avveniva: «Sono uscito dall’aula – ricorda – Ho visto i compagni che scappavano. Poi ci hanno fatto uscire».
C’è anche chi è scettico sulla voce che indica nello spray urticante il motivo del guaio: «Tutta la scuola tossiva, quanto spray dovrebbero aver spruzzato per fare tutto questo? Mi sembra davvero impossibile».
Ma proprio in quel momento, all’interno dell’istituto, la prima responsabile pentita già raccontava la sua verità, ora consegnata nelle mani della Questura per essere vagliata. Tutto per evitare un’interrogazione in classe.

M. Pv.

Nella foto:
Un’altra fase dei soccorsi portati agli studenti dai medici del 118

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