Volta, genio comasco in edicola con il “Corriere della Sera”

Como, monumento ad Alessandro Volta

Torna in edicola nella collana “Grandangolo Scienza” con il “Corriere della Sera” una galleria di ritratti – sono 40 in tutto – dedicati agli scienziati più importanti della storia.
Un viaggio coinvolgente tra le idee e gli uomini che hanno rivoluzionato il nostro passato e immaginato il nostro futuro. Da Newton a Einstein, da Archimede a Galileo, da Fibonacci a Turing: libri chiari, concisi e completi ci condurranno tra numeri e formule, fino a svelare i misteri di matematica, fisica e chimica.
Il 18 marzo sarà riproposta, nell’ambito di questa serie che già ha avuto successo nel 2017, l’opera dedicata ad Alessandro Volta, che si deve a Gianluca Lentini, formatosi all’Università Statale di Milano (laurea in Scienze Geologiche, indirizzo Geofisico), che dal 2015 lavora nell’ente di ricerca del Politecnico di Milano  “Poliedra” nella progettazione in ambito climatico, ambientale e di mobilità e in progetti per l’ambiente montano.
«Volta è un faro per chi fa scienza anche oggi, è stato un unificatore, ha tracciato un’intersezione inedita tra la fisica e la chimica – dice Lentini – Il mio libro parte raccontando l’invenzione principale voltiana ossia  la pila elettrica (presentata in una lettera del 1800), poi passa ad esaminare le principali opere voltiane. Lo scienziato comasco, come documenta l’ampia mole dei suoi scritti, ebbe contatti molto proficui  con i maggiori scienziati dell’epoca, da Lavoisier, a Priestley, Bernoulli, Laplace. Eminente sperimentatore, Volta discuteva le sue “mille e variate sperienze” e le metteva a disposizione dei chimici e dei filosofi naturali dell’epoca. Gli influssi della pila sono innumerevoli: la pila permette che la forza elettrica, una forza fondamentale della natura che già era nota fin dai greci ma che nessuno aveva saputo utilizzare, venga messa a disposizione dell’umanità. Una svolta di portata analoga avverrà solo nel XX secolo con le forze nucleari».
Un’altra sezione del libro racconta la vicenda scientifica del personaggio di cui si parla attraverso i suoi rapporti con il suo tempo, ossia i suoi “amici” e “nemici”.
«Il maggiore amico di Volta – dice Lentini – fu Napoleone con il quale Volta ebbe modo di dimostrare la sua scaltrezza di uomo politico e dal quale venne ricompensato: Bonaparte fondò per lui l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. I “nemici” furono i “galvanisti” ossia quegli scienziati capeggiati da Luigi Galvani che da tempo come lui studiavano i fenomeni elettrici e sostenevano, per semplificare, l’esistenza di un’elettricità presente nella muscolatura degli animali. Ma Volta ebbe la meglio. Nella Memoria seconda sull’elettricità animale, Volta contrasta la teoria del “fluido elettrico animale” e conclude che negli esperimenti sulla contrazione dei muscoli della rana osservati da Galvani (in cui sono utilizzati archi metallici) “è la diversità dei metalli, che fa”, ossia che l’elettricità sia originata nell’arco metallico con il quale il muscolo viene toccato e non nel muscolo stesso».
«La pila di Volta diede poi – conclude Lentini  – un contributo fondamentale per la scoperta di molti elementi chimici, e il contributo di Volta portò a scoperte fondamentali come la composizione dell’acqua, effettuata da Lavoisier».
L.M.

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