Cronaca

Volta, lo sfogo dell’ex preside

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Il futuro del Classico
Bruno Saladino durissimo contro Merletti: «Il provveditore non sa nemmeno di che cosa sta parlando»

«Non ha la minima idea di quello che dice». Parole di fuoco quelle rivolte a Claudio Merletti, provveditore di Como, da Bruno Saladino, a lungo preside del liceo Volta. Lo scontro è veemente. L’incontro con Saladino avviene proprio sotto il colonnato della scuola. L’ex dirigente brandisce la copia del Corriere di Como su cui viene tratteggiata la sorte futura dell’istituto di via Cantù. Proprio non va giù l’accusa, rivolta da Merletti al liceo, di essere «un museo di se stesso». Una roccaforte

del sapere chiusa al contatto con la realtà e quindi destinata a soccombere in tempi di crisi. La vicenda è nota: il Volta rischia di perdere l’autonomia amministrativa per mancanza di iscritti. Dovrebbe così, di fatto, condividere il preside con un’altra scuola.
Dal 2009, la crisi ha iniziato a farsi sentire e gli istituti tecnici attraggono più studenti rispetto a un’istituzione, come il Volta, che spinge inevitabilmente i ragazzi a mettere in conto una prosecuzione in Università dopo il diploma.
«Come si può solo pensare di avere un dirigente a mezzo servizio? – tuona Saladino – Ci vuole una persona dedicata esclusivamente all’istituto. Anche perché, proprio nell’ottica di rilanciare il nostro liceo e di studiare nuove formule più attraenti, come si può pensare di avere un reggente a tempo?». I numeri, come sempre, inquadrano in maniera fredda la situazione.
Dieci anni fa, il Volta aveva bisogno di nuovi spazi (42 sezioni per 940 iscritti nel 2005), tanto che si dotò l’istituto di aule aggiuntive. Poi il lento declino. «La crisi e il forte richiamo delle scuole tecniche non devono influire sulla sorte del Volta, dove non viene offerta una professionalità ma un metodo di studio. Un’apertura mentale che nei decenni è rimasta un’arma vincente. Il greco e il latino servono per insegnare a usare la testa», dice Saladino.
Altri discorsi sono il rinnovamento e l’apertura all’esterno. «Ben vengano la sperimentazione di altri corsi e il potenziamento delle lingue straniere. Siamo consci della necessità di modernizzare la struttura, senza però cancellarne la storia o sentir ripetere il solito vecchio ritornello che il Volta è una scuola elitaria e che vuole rimanere nel suo isolamento dorato».
Lo scontro è proseguito nel pomeriggio di ieri quando il provveditore è tornato alla carica. «La prospettiva di mantenere l’autonomia è improbabile. È decisamente meglio l’accorpamento», ha detto Merletti. Per il futuro «posso soltanto dire che, allo stato dei fatti, il momento decisivo sarà a ottobre, quando la Provincia dovrà decidere se mantenere il Volta in queste condizioni o procedere con un accorpamento. Ritengo, visti gli ultimi segnali in arrivo dal ministero, che per l’anno in arrivo ci sarà inevitabilmente un solo preside con più di un istituto, tra cui appunto anche il Volta», aggiunge.
Decisamente favorevole a un’apertura verso il futuro è Luciana Telluri, ex preside del Volta. «Negli anni in cui sono stata alla guida di questa scuola ho provato a innovare. Io stessa da studentessa ho fatto il Classico e lo ritengo il corso di studi più completo di tutti», dice l’ex preside. E durante il periodo di reggenza vennero fatti esperimenti in tal senso. «Organizzammo corsi di cinese e arabo nel pomeriggio. Puntammo anche sul concetto di alternanza scuola-lavoro. È ormai doveroso farlo, altrimenti si rischia di rimanere impantanati. Latino e greco sono bellissime lingue, alla base della civiltà occidentale, ma senza accostarci qualcosa di nuovo e moderno si farà sempre più fatica a reperire iscritti. Fondamentale per il Classico sarà l’aggiunta di una seconda lingua straniera», dice Luciana Telluri.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il liceo classico “Volta” di Como rischia di perdere la propria autonomia
27 Giugno 2013

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