Voragine nel bilancio della Provincia: mancano almeno 15 milioni di euro

La Prefettura di Como

© | . . La Prefettura, in via Volta a como, è destinata alla vendita

Parlare di bancarotta, forse, è improprio. Ma la Provincia di Como si trova a un passo dal crack finanziario. Entro fine marzo, Villa Saporiti dovrà infatti approvare il bilancio di previsione. Ma all’appello mancano 15 milioni.

Il taglio draconiano dei contributi statali sta producendo gli effetti temuti dagli amministratori. Entrati in carica nel mese di ottobre, questi ultimi sono alle prese con una situazione quasi ingestibile.
Oltre a trovare 15 milioni di euro, i vertici della Provincia dovranno anche stabilire i criteri per il taglio orizzontale di metà dei dipendenti. La Legge di stabilità ha deliberato infatti la riduzione del 50% della spesa per il personale provinciale. In Italia, rischiano il posto circa 20mila persone.
A Como, la manovra interessa 185 tra impiegati e dirigenti. Che da mesi, ormai, lavorano non sapendo quale potrà essere il loro destino professionale.
Ferruccio Cotta, consigliere del Pd delegato dalla presidente Maria Rita Livio a seguire le questioni economiche e di bilancio, traccia un quadro molto preoccupante. «In questi giorni stiamo facendo le opportune ricognizioni sia del patrimonio immobiliare sia delle attività delegate da altri enti, in particolare dalla Regione».
Il motivo di questa affannosa ricerca è legato alla possibilità di recuperare fondi da destinare alla parte corrente. Proprio ieri pomeriggio, Cotta ha aperto il «dossier immobili» con il dirigente del settore Fabbricati e Patrimonio, Elio Musso. «È inevitabile immaginare una dismissione degli edifici non utilizzati per funzioni istituzionali – dice il consigliere Dem – Abbiamo palazzi di pregio che potremmo mettere in vendita: il provveditorato, la Prefettura, la palazzina Aism di via Paoli, Villa Porro Lambertenghi a Cassina Rizzardi, palazzo Porro in via Volta a Como, l’ex caserma dei carabinieri di via Borgovico». Prima di vendere, però, la Provincia attende di conoscere l’esito del voto su alcuni emendamenti al Milleproroghe presentati per permettere l’utilizzo di questi fondi in parte corrente. Se così non fosse, Villa Saporiti tenterà la strada del riconoscimento delle spese per le funzioni delegate. «L’assurdo è che dovremo devolvere una parte delle nostre entrate allo Stato come contributo alla spending review», aggiunge Cotta.

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