Vuole uccidersi sulla tomba del figlio: salvata dai carabinieri

carabinieri 112

Tra la vita e la morte può capitare che passino attimi, al massimo secondi. E può succedere che, a decidere quale faccia mostrare della medaglia, intervengano fattori esterni e non previsti, come l’intuito, il guizzo investigativo dei carabinieri del Radiomobile di Como coinvolti in questa vicenda. È una storia dai contorni fortemente drammatici, ma dal lieto fine, quella che stiamo per raccontare. Una storia in cui – lo diciamo subito – ometteremo di scrivere dati che possano rendere riconoscibili le persone coinvolte, a tutela della enorme sofferenza provata e che continuano a provare. L’origine del buco nero, senza fondo, di cui trattiamo, è di qualche giorno fa. Un ragazzo della provincia di Como decide di togliersi la vita. Si rivolta lo stomaco al solo pensare agli attimi vissuti dal giovane, a cosa possa averlo portato a una simile scelta. Alla reazione del padre e della madre ad apprendere l’accaduto. Proprio per questo motivo, quando nella serata di lunedì, dai carabinieri della provincia di Varese è arrivata una nota ricerche perché non si trovava la madre del ragazzo, la segnalazione è stata presa subito molto seriamente. Il timore che potesse essere successo qualcosa di ulteriormente devastante era nell’aria, quasi tangibile. Ed è stato in questo momento che l’intuito di una pattuglia del Radiomobile di Como ha fatto la differenza, scegliendo su quale faccia della medaglia fermare la moneta. A un militare, una volta capito chi fosse la donna da cercare, è venuta l’idea di perlustrare l’area del cimitero dove il figlio, pochi giorni prima, era stato sepolto. L’auto della mamma era parcheggiata proprio in quel punto, in piena notte (era l’una), con i vetri appannati e chiusa dall’interno. I militari non hanno indugiato, infrangendo il vetro. La signora si era tagliata i polsi, era incosciente, con la testa reclinata all’indietro. I carabinieri, utilizzando dei guanti in lattice, hanno creato un improvvisato laccio emostatico e hanno intuito che – visto il posto isolato – attendere il 118 era inutile. Quindi si sono caricati la mamma sull’auto e a sirene spiegate sono volati verso San Fermo della Battaglia e verso il Sant’Anna. La signora è viva, in prognosi riservata ma – secondo il bollettino medico – non sarebbe in pericolo. «Due minuti più tardi e non ci sarebbe stato nulla da fare», hanno aggiunto dall’ospedale. Attimi, al massimo secondi, che decidono tra la vita e la morte. L’auspicio, per questa madre, è che possa ritrovare un senso, un colore da dare alla propria vita. Di più è impossibile aggiungere, perché non è nemmeno immaginabile cosa possa aver provato e cosa continuerà a provare. La speranza è che, ora o tra qualche tempo, possa provare gratitudine per quei carabinieri che hanno fermato la moneta per lei, sulla faccia che indicava la vita.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.