Walter Trecchi sogna una città fatta di alberi
Arte, Cultura e spettacoli

Walter Trecchi sogna una città fatta di alberi

Il successo internazionale della bioarchitettura made in Italy, che ha il suo simbolo nel grattacielo “Bosco verticale” di Stefano Boeri a Milano, ispira anche la pittura.
Sensibile per vocazione al tema della città, il comasco Walter Trecchi ha accettato una nuova sfida, che sta alla base della sua nuova personale dal titolo Naturae, visitabile fino al prossimo 31 marzo alla “Casa sull’Albero” di viale Penati 5/7 a Malgrate (Lc).
Simbolica anche la struttura che accoglie i dipinti, interamente costruita in legno e vetro e inserita all’interno di un parco di alberi secolari sulla riva del lago di Como.
Con il ciclo “Ex” (2002-2003) Trecchi ha indagato le aree postindustriali, mettendone in relazione i vuoti e gli spazi, la luce e le ombre, creando vedute prospettiche che richiamano l’astrattismo geometrico di matrice lariana. Poi con la serie dei “Cantieri” (2004-2008) ha approfondito la tematica del cambiamento, confrontandosi nuovamente con l’architettura nella sua dimensione transitoria, fatta di ponteggi e impalcature, percorso che culmina con “Orizzonti temporanei” (2008-2010).
In effetti il cambiamento è la cifra dello spazio urbano, ma è a ben vedere solo una replica artificiale di un fenomeno che sul pianeta è anteriore alla comparsa dell’uomo. La natura infatti è un incessante laboratorio di trasformazione, e l’intuizione pittorica di Trecchi questa volta si concentra proprio sulla verticalità architettonica degli alberi, chiamata a convivere con moderni e monumentali edifici di uffici e residenze costruiti dall’uomo. Trecchi si apre qui a una dimensione profetica, dove immagina grattacieli con radici e palazzi con rami (come la simbolica Torre Velasca meneghina, rappresentata in un dipinto di straordinaria potenza). L’arte ha così anche un forte significato di impronta sociale, e con l’esperienza di Trecchi apre una riflessione non banale sulle emergenze dell’ecologia. Non è un discorso che si limita alla polemica il suo o un semplice campanello d’allarme in difesa della natura (ce ne sono molti, ma nessuno li ascolta a sufficienza), quanto un pensiero estetico che si rivolge all’uomo e lo richiama all’armonia tra le radici da cui proviene e le prospettive di evoluzione che l’esercizio del pensiero e l’amore per il bello gli hanno consentito di maturare. La mostra è a cura della galleria “Federico Rui” di Milano.
L’artista
Walter Trecchi nasce a Como nel 1964, vive e lavora a Torno. La sua prima personale alla galleria “Il Salotto” risale al 1999. Mostre recenti si sono svolte a Bassano del Grappa (2016), Milano (2015) e New York (2914). Il suo sito Internet è waltertrecchi.it

20 Novembre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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