Weekend all’insegna del bel tempo: controlli sulle strade principali, pattuglie nei punti strategici

Como in quarantena (coronavirus), carabinieri, posto di blocco e pattuglie in città

Un fine settimana di controlli su tutto il territorio della Provincia di Como, in città, nei luoghi turistici e sulle strade che portano alle località più gettonate. In un weekend di bel tempo il proponimento è di evitare un “effetto Navigli”, con la gente pronta ad organizzare una gita fuori porta. Ma la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, anche se ha allargato le maglie rispetto al periodo precedente, pone ancora una lunga serie di limitazioni, come ha sempre sottolineato il premier Giuseppe Conte. Non è un «liberi tutti» ma un tentativo di convivenza con il virus. Quindi i movimenti devono avere una valida giustificazione. La scampagnata fine a se stessa, nei paesi del Lago di Como, nelle alture della Valle Intelvi o del Triangolo Lariano, o sui colli della Brianza – tanto per citare alcuni dei luoghi più cari agli escursionisti – non è ammessa. Le regole dovrebbero essere chiare, ma, proprio per il citato “effetto Navigli”, l’allerta su tutto il territorio, e non soltanto nella città capoluogo, rimane sempre alto.
Veronica Airoldi, sindaco di Erba, conferma che la giornata odierna sarà all’insegna del pattugliamento delle strade e dei punti di teorico forte passaggio. «Non nascondo di essere un po’ preoccupata per un possibile forte spostamento di persone, visto che Erba è uno dei punti d’ingresso principali del Triangolo Lariano, oltre che uno snodo della Brianza». «C’è comunque una programmazione di controlli coordinata dalla Questura con pattuglie poste nei luoghi dove potrebbe esserci un maggiore transito – aggiunge il primo cittadino – Alla fine l’auspicio è che al di là di tutto prevalga il senso di coscienziosità dei cittadini».
Il comandante della Polizia locale di Cantù Vincenzo Aiello spiega: «Una mossa preventiva è stata quella di chiudere i parchi per evitare assembramenti di persone. Siamo presenti con le nostre pattuglie nel centro cittadino per far rispettare le regole, come quella dell’asporto di cibi e bevande, mentre la somministrazione non è consentita, come pure il consumo nelle vicinanze. Nelle zone boschive contiamo sulla collaborazione dell’Associazione nazionale carabinieri, che dà un prezioso supporto con i suoi uomini. Ma voglio anche spiegare che il nostro punto di partenza è prima di tutto collaborativo. A noi interessa che le persone capiscano la sostanza del problema e che abbiano comportamenti opportuni e adeguato all’emergenza che stiamo vivendo. Ovvio che quando le violazioni sono palesi le sanzioni devono scattare».
Intanto la prefettura di Como, che coordina i controlli delle forze dell’ordine per il rispetto delle norme per la situazione legata al Coronavirus, ha diffuso il bilancio dei risultati degli accertamenti effettuati dal 2 all’8 maggio da polizia di Stato, carabinieri e finanzieri, oltre che dagli agenti delle polizie locali del territorio e dai militari dell’Esercito. Le operazioni hanno riguardato un totale 20.413 persone rispetto alle oltre 17mila della scorsa settimana: 208 sono state sanzionate (erano 337 nel precedente bilancio). Le multe vanno da 400 a 3mila euro. In 40 casi, gli agenti hanno riscontrato comportamenti più gravi, che costituivano un reato, con denunce penali. Sono stati controllati anche 1.585 negozi e attività lavorative e solo in cinque casi sono state riscontrate e sanzionate irregolarità.
Massimo Moscardi

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