Yona Friedman, tre anni alla “Ratti”

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Oggi alle 17

Da quasi trent’anni (nacque nel 1985) la Fondazione Antonio Ratti intitolata all’industriale e mecenate comasco – che dal 2010 ha sede a Villa Sucota in via per Cernobbio 19 (nella foto) – coniuga la tradizione tessile con la cultura d’alto livello. Tra le attività, sono da ricordare i workshop estivi che hanno ospitato artisti di fama mondiale.
Da oggi la Fondazione ospita – per un ciclo di durata triennale – eventi dedicati al designer e urbanista di fama mondiale Yona Friedman, per aprire

una riflessione sui concetti di “museo” ed “esposizione”. Stiamo parlando dello “Yona Friedman Museum” che è in realtà un’architettura, un museo mobile e portatile, che resterà appunto per tre anni nel parco di Villa Sucota, accanto all’edificio principale della Fondazione Antonio Ratti, creando al contempo un ideale prolungamento della struttura e un nuovo, ulteriore sviluppo delle attività culturali dell’istituzione lariana. Friedman è stato visiting professor del XIV corso estivo della Ratti nel 2008 e non ha mai interrotto il suo dialogo con Como, che ora si concretizza nell’installazione del suo museo a Villa Sucota. Nei prossimi tre anni, la struttura ospiterà e ispirerà una serie di progetti e di attività volti a porre un quesito fondamentale: cosa significa oggi “esporre”?. Il museo è stato realizzato da Jean-Baptiste Decavèle e Nico Dockx. Il primo appuntamento con questo museo in progress, oggi alle 17, sarà anche l’occasione per presentare al pubblico tre volumi: il nuovo libro di Yona Friedman How to exhibit?, il libro d’artista Moi di Liliana Moro e il volume collettivo The collected work of H.C. Ingresso libero

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