Cultura e spettacoli

Zaccuri, quella sottile linea che lega poliziesco e spiritualità

Sul Lario il romanzo “Dopo il miracolo”
Il romanzo di Alessandro Zaccuri, giornalista nato a La Spezia nel 1963, che verrà presentato da Davide Fent domani alle 18, nello spazio incontri della libreria Ubik di piazza San Fedele a Como, si intitola Dopo il miracolo, al singolare, ma narra di ben due prodigi.
Il primo avviene nelle campagne attorno a Piacenza durante gli anni Cinquanta. Un vignaiolo facoltoso e devoto, Attilio Defanti, supplica la Madonna della Salute di guarire sua moglie dalla sterilità: «Qualora la Vergine avesse concesso la gioia di un figlio, lui e Franca si sarebbero sdebitati mettendone al mondo dodici, tante quante sono le stelle che incoronano il capo della Donna nella visione dell’Apocalisse».
Il voto viene accolto e, «dissigillato il vaso, la fecondità degli sposi non conosce più ostacoli». Il secondo miracolo accade nella Roma dei primi anni Ottanta. Don Alberto, un teologo in rotta con il papato carismatico di Giovanni Paolo II, risveglia una bambina dal coma: il suo intransigente razionalismo, però, lo induce a smentire il carattere ultraterreno dell’evento e a respingere la fama di taumaturgo.
Attilio Defanti e don Alberto incrociano i loro destini alla Vrezza, un seminario sui colli piacentini. Nei dintorni del collegio, all’interno del quale si è rintanato il teologo, prima si consuma un suicidio, poi si accampa una moltitudine di fanatici assetati di soprannaturale. Ci sarebbe bisogno di un miracolo per rimediare alla prima come alla seconda circostanza, ma l’operatore di prodigi è renitente e, qualora non lo fosse, la sua volontà basterebbe per capovolgere la situazione? E dopo essere stata stravolta, la realtà saprebbe riassestarsi nel suo grigio ma irrinunciabile equilibrio?
Redattore del quotidiano Avvenire, dove lavora alle pagine culturali, autore di romanzi e saggi sull’immaginario religioso contemporaneo, Zaccuri indaga in questo libro uno stato d’eccezione della fede, di fronte al quale i parametri teologici appaiono inadeguati, ma anche la pura esaltazione del mistero risulta stucchevole e inappropriata. In un momento nel quale il cattolicesimo è tentato da un lato di ridursi a un codice etico, a una gestione virtuosa della quotidianità, dall’altro a una metafisica dai risvolti spettacolari, a una trascendenza che si nutre di enfasi mediatica, l’autore di Dopo il miracolo (pubblicato di recente da Mondadori, pp. 259, 19 euro) traccia una linea sottile fra prerogative della ragione e indecifrabilità dello spirito, tra motivata incredulità e disponibilità all’inatteso. E lo fa in una narrazione anch’essa in bilico tra un corposo poliziesco e un piccolo trattato di morale, che rievoca le scrupolose analisi dell’anima dei romanzi di Mario Pomilio, ma anche il misticismo venato di senso del grottesco dei racconti di Luigi Santucci. Entrambi autori dalla fede saldamente ancorata alla razionalità, ma consci che il bisogno di salvezza può sortire esiti inaspettati: certo, «non tutti guariscono», come sta scritto nell’ultima riga di Dopo il miracolo, ma alcuni incredibilmente sì.
Vale la pena citare quanto ha scritto Giuseppe Conte recensendo il romanzo di Zaccuri su “Il Giornale”: «Questo nuovo romanzo di Alessandro Zaccuri si impone per la forza e la coerenza delle motivazioni che stanno alle sue origini. Capisco, insomma, perché l’autore abbia immaginato e descritto una storia come questa. In una letteratura che non ha i suoi Bernanos, i suoi Mauriac o i suoi Graham Greene, la tematica dichiaratamente cattolica non è così di frequente messa al centro di un lavoro letterario. Zaccuri lo fa, e con la volontà quasi polemica di chi crede davvero nella sua fede e nel suo lavoro. I temi che affiorano dalla lettura del libro sono la potenza del voto alla Vergine, il peccato della carne, l’espiazione di quel peccato, la conversione con i suoi effetti naturali e dirompenti, il miracolo con le sue ambiguità e la sua esemplarità. Ma tutto è immesso in una storia corale e raccontata a forti tinte».

Roberto Borghi

Nella foto:
Il giornalista Alessandro Zaccuri, autore del romanzo Dopo il miracolo
23 maggio 2012

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